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Boves, il gemellaggio con Schondorf Am Ammersee è realtà. Paoletti: “giornata storica” foto

Ora è anche ufficiale l'amicizia tra la città italiana che il 19 settembre 1943 fu teatro della prima strage nazista in Italia e la località tedesca in cui è sepolto colui che quella strage ordinò. Il primo cittadino bovesano (in terra tedesca con le assessore Enrica Di Ielsi e Nadia Tecco e il parroco Don Bruno) firma l'accordo con l'omologo tedesco Alexander Herrmann e cita Nelson Mandela: "la pace non è un sogno, può diventare realtà, ma per custodirla bisogna esser capaci di sognare"

Schondorf Am Ammersee (Germania). Nella mattinata di oggi (sabato 24 luglio) nella suggestiva cornice del lago Ammersee i sindaci dei due comuni hanno firmato, siglandolo così ufficialmente, il gemellaggio tra le città di Boves e di Schondorf Am Ammersee. Quella odierna è la naturale conclusione di un lungo percorso “di riconciliazione” tra la città italiana che il 19 settembre 1943 fu teatro della prima strage nazista in Italia, nella quale 24 persone vennero barbaramente trucidate e 350 case date alle fiamme, e la località tedesca in cui è sepolto colui (l’ufficiale nazista Joachim Peiper) che quella strage ordinò. Della delegazione bovesana in terra tedesca, oltre al primo cittadino Maurizio Paoletti, hanno fatto parte le assessore Enrica Di Ielsi e Nadia Tecco, oltre al parroco Don Bruno.

Boves Schondorf gemellaggio

“Il 19 giugno, circa un mese fa – ha detto nel suo discorso Miriam Gall, presidente dell’associazione gemellaggio Boves Schondorf Am Ammersee – 12 persone molto motivate si sono riunite qui a Schondorf per fondare l’associazione di gemellaggio il cui obiettivo principale è quello di favorire e promuovere le relazioni amichevoli tra Schondorf e Boves. Inoltre, l’associazione vorrebbe mettere in contatto le organizzazioni di Schondorf che già conoscono Boves. E per caso la fondazione dell’associazione ha avuto luogo il 19. Di nuovo il 19! Forse è stata una pura coincidenza, ma forse no. Tutto è iniziato il 19.09.1943 con il giorno del triste massacro a Boves e al tempo stesso il compleanno di Kurt Bergmaier, naturalmente membro fondatore dell’associazione. Poi tanti anni dopo la situazione è cambiata. Grazie al forte legame amichevole tra Schondorf e Boves, il 19 settembre è diventato non solo un importante giorno di commemorazione, ma anche un giorno di riconciliazione e di amicizia. E un passo molto importante è stato fatto oggi: la firma ufficiale del gemellaggio. Noi membri dell’associazione siamo molto felici di questo evento. Siamo convinti che questo passo sia molto importante per le generazioni future e dia un contributo  considerevole per un’Europa pacifica e democratica”

“Tornare qui – ha esordito nel suo discorso Maurizio Paolettiè sempre una bella sensazione, ed è una forte emozione come sindaco e come cittadino italiano firmare oggi questo gemellaggio. Il 20 settembre 2015 abbiamo firmato a Boves con Alexander (Alexander Herrmann, sindaco di Schondorf Am Ammersee, ndr) un patto di amicizia tra le due città. Da lì è iniziato un cammino che ci ha portato sulla strada dell’amicizia per costruire valori di pace e di fratellanza”.

“Insieme – ha proseguito il primo cittadino bovesano – abbiamo inaugurato l’albero della riconciliazione che avevamo visto inagurare il 1° maggio 2016 nel parco dei bambi di Boves dedicato a Klaus Von Staffenberg ora si innalza un albero con i colori bianco e rosso del Piemonte e bianco azzurro della Baviera con in cima la colomba della pace. Il rosso simboleggia il sangue versato nelle nostre terre da italiani, tedeschi, inglesi, americani, francesi, nella secondas guerra mondiale. Testimonia la follia delle guerre, il dolore e la sofferenza di troppi innocenti morti su tutti i fronti, le vite spezzate di tanti giovani, il dolore muto di tante famiglie a cui la guerra ha portato via tutto, sia in Germania, sia in Italia”.

“Le generazioni che ci hanno preceduto – ha aggiunto Paoletti – hanno visto i nostri paesi incendiati, bombardati e li hanno ricostruiti. Dalle ceneri del passato è nata una nuova Europa che ha ancora tante lacune e che oggi più che mai in mezzo a questa pandemia richiede il nostro impegno per la sua costruzione, ma che rappresenta la casa comune in cui tutti dobbiamo riconoscerci. Il gemellaggio che oggi andiamo a firmare non è un punto di arrivo, ma una tappa sul cammino della pace e della riconciliazione tra i popoli. Altre sfide ci aspettano. Dobbiamo avere anche rispetto per chi oggi non condivide o non comprende appieno questo nostro percorso. Tocca a noi dimostrare con l’esempio più che con le parole ciò in cui crediamo, ma abbiamo la consapevolezza che quello che oggi stiamo facendo resterà nella storia delle nostre comunità”.

“Ai giovani – ha concluso Paoletti – che rappresentano il nostro futuro il compito di portare avanti gli ideali e i valori su cui si fonda questo gemellaggio. Sappiamo che il momento in cui viviamo è molto complesso, sta creando nuove paure, nuove divisioni, ma dobbiamo avere la consapevolezza che solo uniti ne usciremo”. Il sindaco di Boves ha concluso il suo discorso citando l’ex presidente sudafricano Nelson Mandela:“la pace non è un sogno, può diventare realtà, ma per custodirla bisogna esser capaci di sognare”.