Sfrattati dalla caserma: Mondovì rischia di perdere i suoi vigili del fuoco, che chiedono aiuto al ministro Dadone

Entro il 12 febbraio 2021 lo stabile dovrà essere lasciato libero e 30 professionisti si ritroveranno in mezzo a una strada. Si lavora a soluzioni alternative, ma la sezione cuneese del sindacato Conapo lancia l'allarme: "Da soli non possiamo farcela"

12 febbraio 2021: una data che in queste ore sta affollando i pensieri dei vigili del fuoco di Mondovì, che entro quel giorno dovranno abbandonare la loro storica caserma di via San Bernardo e si ritroveranno, di fatto, in mezzo a una strada, come deciso dal Tribunale di Cuneo, che ha decretato che lo stabile deve ritornare al suo proprietario.

Uno scenario preoccupante, perché non soltanto la città, ma l’intera area monregalese e le sue numerose vallate rischiano di rimanere prive di un servizio indispensabile. La situazione, insomma, è allarmante, come spiegano dalla sezione cuneese del sindacato dei vigili del fuoco, denominato Conapo: “Noi rappresentiamo all’incirca 105-110 colleghi della provincia e il caso di Mondovì è complicato. Trenta nostri professionisti operano quotidianamente all’interno di un casolare degli anni Sessanta, fatiscente, ammorbato da problemi di varia natura e recentemente messo in sicurezza per quanto concerne la sua copertura”.

Nei giorni scorsi, come detto, è arrivato lo sfratto, ma “stiamo cercando di prorogare almeno sino al mese di aprile 2021 la nostra permanenza presso la caserma, così da disporre di più tempo per individuare soluzioni alternative”.

Proprio questo è il punto: esistono soluzioni alternative? “Sì – rispondono da Conapo –, ma non facilmente percorribili. Stiamo innanzitutto lavorando da anni alla costruzione di una nuova caserma a Mondovì, esigenza nota da tempo, ma nei cui confronti abbiamo registrato il disinteresse più totale della politica. Stiamo tuttora implorando il Comune affinché ci venga consegnato l’atto notarile di notifica del terreno donato al Demanio su cui sorgerà la prossima sede dei vigili del fuoco monregalesi, però è ovvio che i tempi di realizzazione dell’edificio supereranno abbondantemente quelli imposti dalla Giustizia”.

E allora? “Siamo alla ricerca di un capannone in affitto. Ne abbiamo trovato uno, in corso Francia, ma il canone d’affitto richiesto dal proprietario è di gran lunga superiore alle risorse a nostra disposizione, quindi al momento non è un’opzione percorribile. Ci appelliamo al ministro Fabiana Dadone, rappresentante monregalese all’interno dell’Esecutivo capitolino, affinché si interessi alla nostra questione, che potrebbe rappresentare, tra pochi mesi, una pericolosa lacuna per Mondovì e per tutto il Monregalese”.