IV Novembre, Giaccone (Rifondazione Cuneo): “festa di guerra e cobelligeranza”

3 novembre 2022 | 18:35
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IV Novembre, Giaccone (Rifondazione Cuneo): “festa di guerra e cobelligeranza”

“La retorica di circostanza accompagna anche quest’anno le inutili stragi di ieri e di oggi, nascondendo sotto il tappeto una tragica realtà. In trent’anni di belligeranza NATO il nostro Paese ha accumulato pesantissime responsabilità di guerra”

Scrive Alessio Giaccone, segretario provinciale di Rifondazione Comunista

“La retorica di circostanza accompagna anche quest’anno le inutili stragi di ieri e di oggi, nascondendo sotto il tappeto una tragica realtà. In trent’anni di belligeranza NATO il nostro Paese ha accumulato pesantissime responsabilità di guerra.
L’uso massiccio di armi all’uranio impoverito da parte della NATO ha causato un disastro ambientale ed una vera e propria epidemia che ancora oggi continua a mietere decine di migliaia di vittime in Iraq, Afghanistan, Serbia, Kosovo, Bosnia ed Europa.
Solo in Italia ci sono almeno 8000 ex militari colpiti da gravissime patologie legate all’esposizione all’uranio impoverito usato dalla NATO nel corso delle così dette “missioni di pace”. Altri 400 sono morti ed il Ministero della difesa continua a negare le sue responsabilità, nonostante oltre trecento sentenze perse nei tribunali di ogni ordine e grado compreso il Consiglio di Stato.
Le attività del poligono NATO di Capo Teulada sono sotto inchiesta da parte del tribunale di Cagliari che ha istruito lo scorso giugno un processo per disastro ambientale che vede come imputati i generali Valotto, Errico, Rossi, Santroni e Graziano (già “promosso” alla presidenza di Fincantieri).
Il neo-ministro della difesa Crosetto, fino a ieri lobbista dell’industria bellica nazionale, ha recentemente affermato che le Forze Armate hanno bisogno di giovani per essere più funzionali ai nuovi scenari di guerra, mentre il nostro territorio continua ad essere usato come una rampa di lancio statunitense coperta dal segreto di Stato.
Il governo Meloni, in perfetta continuità coi governi precedenti, continua a prendere ordini da Washington e dalla NATO, trascinando il Paese e gli stessi soldati in una guerra tra superpotenze con esiti drammatici per l’umanità intera.
Rifondazione comunista sta dalla parte della pace e delle vittime dell’uranio impoverito, compresi i veterani che già dallo scorso marzo si opponevano all’invio di armi e soldati ai confini con la Russia.
L’unico modo per celebrare i caduti di tutte le guerre è che l’Italia ritiri i contingenti da quelle in corso ed esca dalla Nato”.