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Anche i Radicali cuneesi contro la chiusura del centro vaccinale del Movicentro

In una nota l'Associazione Gianfranco Donadei sostiene che il centro vaccinale della Bertello di Borgo San Dalmazzo non può supplire, da solo, alle esigenze di vaccinazione di un capoluogo di provincia.

A seguito della chiusura del centro vaccinale del Movicentro a Cuneo, decisa dal sindaco Borgna e dalla giunta per “razionalizzare le energie”, buona parte della politica cittadina si è già espressa con scetticismo, dato che è stato chiuso il principale centro vaccinale della provincia, nel suo capoluogo. In particolar modo nelle scorse settimane si sono espressi negativamente nei confronti della chiusura il candidato sindaco per il 2022 Giancarlo Boselli e il Movimento 5 Stelle cuneese, con la consigliera comunale Silvia Cina.

Nelle ultime ore ha commentato la decisione di spostare in blocco l’attività vaccinale cittadina a Borgo San Dalmazzo, nei locali della ex Bertello, seppur con toni leggermente più concilianti, anche l‘Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei, che in una nota ha scritto: “La priorità di queste settimane, anche vista la preoccupante variante omicron, dev’essere raggiungere più persone possibili con il vaccino. Quindi è fondamentale facilitare l’accesso ai centri vaccinali: quello di Borgo San Dalmazzo non è in grado di gestire le esigenze di tutta la zona.

Almeno un centro vaccinale nel capoluogo ci vuole, soprattutto considerata la popolazione anziana che incontra difficoltà a spostarsi con l’auto. Comprendiamo tutte le criticità espresse dal direttore generale dell’Asl CN1 Guerra, ma l’obiettivo deve essere quello di aprire un centro vaccinale (accessibile da tutti, non solo da certe categorie) entro la Festa dell’Immacolata, così da sfruttare anche l’effetto del ponte. Il vuoto creatosi, soprattutto in un periodo come questo, andava assolutamente evitato“.