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“Bella Ciao cantata eccome dai partigiani della provincia di Cuneo e non solo”

Attraverso una lettera inviata alla nostra redazione, Ughetta Biancotto (presidente ANPI provincia di Cuneo) e altre 76 persone rispondono alla missiva inviataci dagli esponenti della destra cuneese Guido Giordana, Luca Ferracciolo, Fabio Mottinelli, Maurizio Occelli, Paolo Barabesi, Denis Scotti

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Scrivono Ughetta Biancotto (presidente ANPI provincia di Cuneo), Mauro Uberti e altre 75 persone.

Gentile Direttore,

abbiamo letto su Cuneo24 uno scritto inviato a lei da sei ragazzi della Provincia Granda che contestano la canzone “Bella Ciao”, una canzone costruita, dicono loro, strumentalmente a tavolino, che nel periodo della seconda guerra mondiale, nessuno ha mai cantato, cos’ viene definita. Questo non rispecchia la verità: ci sono infatti testimonianze di Floriana Diena Putaturo, Giovanna Dadone Bormida e Lorenzo Bottero, che hanno rilasciato la loro intervista sui canali youtube,

che testimoniano che la “Bella Ciao” è stata cantata dai Partigiani sia nella Provincia di Cuneo che in altre zone. Certamente in quel periodo non era così conosciuta come lo è ora, ma questa canzone di libertà e di dignità umana sprigiona emozioni e trasmette alle nuove generazioni il sacrificio dei tanti partigiani e combattenti per la libertà che sono morti. Sulle nostre montagne, nelle pianure loro hanno lanciato un significato di democrazia, di altruismo, abnegazione, rispetto della Patria, anche in giovane età.

Ricordiamo per tutti Franco Centro, nato a Bastia Mondovì,  aveva 14 anni; fu ucciso nella Langa, a Castino, nel Febbraio 1944, medaglia d’oro alla Resistenza. Ma con lui si sono sacrificati tanti altri per avere un mondo più libero e più giusto, aspiravano a una vita dignitosa, a una vita di rispetto dei diritti umani e soprattutto di rispetto della giustizia sociale.  Il significato di “Bella Ciao“ è NO alle guerre, alle persecuzioni, no alla prevaricazione di un popolo sull’altro, questo è quello che vogliamo ricordare a quei ragazzi che  dicono che non hanno cosciuto l’MSI, quel partito che discriminava, che ha votato per le Leggi Razziali e che dava lavoro solo a coloro che erano suoi accoliti, non riconosceva i diritti alle minoranze, non dava la possibilità a  tutti di essere rispettati.

Quel partito che ha portato alla guerra intere generazioni di giovani che hanno conosciuto terrore, confino e hanno visto in tanti loro occhi persecuzioni verso i più deboli e i più indifesi. Lo voglio ricordare perché quel periodo lì ha segnato il secolo scorso, un secolo in cui si sono visti due guerre mondiali e milioni di morti. “Bella Ciao” dovrà essere sempre cantata da tutti quelli che credono nella libertà dei popoli, che sono contro il razzismo e contro le nuove forme di sopraffazione e di fascismo. Questo è il nostro desiderio: cerchiamo di portare avanti l’obiettivo di solidarietà, di conoscenza e continuità con le nuove generazioni.

Il nostro 25 aprile è quello dove un fiore verrà sempre posato sulle lapidi di coloro che ci hanno regalato la libertà, la democrazia e un mondo più giusto e più vero. Ci hanno regalato la Costituzione Italiana dove si trovano le basi per una convivenza civile di idee e di rapporti. Noi non vogliamo che “Bella Ciao” venga definita canzone comunista: i partigiani erano liberali, monarchici, democristiani, di Giustizia e Libertà, socialisti, comunisti e non erano di una sola parte politica. Erano antifascisti. E’ giusto che si veda e si comprenda questo significato.

Lettera firmata da Ughetta Biancotto, Mauro Uberti e altre 75 persone

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