Nuovo DPCM, Luca Robaldo: “Stupiscono gli ultimatum, lo sport continui in sicurezza”

L'assessore comunale di Mondovì commenta così il nuovo decreto e l'incertezza che avvolge palestre e piscine: "I 'furbetti' (se così si possono definire) ci sono dappertutto, ma per quelli è necessaria l'azione di controllo e sanzione. Non si penalizzi chi ha investito le proprie risorse per adeguare i locali"

Non credo che dare un ultimatum possa esortare qualcuno da adeguarsi alle norme. Può, invece, far arrabbiare chi – con serietà – si è impegnato e ha investito per consentire agli appassionati, e a chi fa sport per motivi di salute, di vivere questa passione nella massima sicurezza possibile. Certo, i ‘furbetti’ (se così si possono definire) ci sono dappertutto, ma per quelli è necessaria l’azione di controllo e sanzione”.

Con queste parole Luca Robaldo, assessore allo Sport del Comune di Mondovì, ha inteso commentare il nuovo DCPM illustrato nella serata di ieri dal premier Giuseppe Conte, con particolare riferimento all’incertezza che avvolge le palestre e le piscine, che saranno tenute sotto stretto controllo per una settimana prima di decidere definitivamente per la loro eventuale chiusura.

“Forse è utile ricordare che, durante il lockdown, le associazioni sportive dilettantistiche non hanno potuto esercitare e, nel frattempo, hanno lavorato per adeguarsi alla miriade di DPCM e protocolli che Governo, ISS, Regioni e singole Federazioni hanno emanato – ha proseguito Robaldo –. Condivido e promuovo prudenza e attenzione: come amministrazione abbiamo approvato, fra i pochi in Granda, un documento utile per la gestione in sicurezza dei plessi di proprietà comunale e provinciale e ai loro gestori e utilizzatori chiediamo la condivisione dei propri protocolli e le autocertificazioni di chi utilizza gli spazi. Mi piacerebbe che non si pensasse allo sport di base come un’inutile seccatura: esso alimenta tutto il mondo dello sport italiano e rappresenta un elemento insostituibile per il benessere, non solo fisico, delle persone di qualunque età”.

Mondovì, però, è stata ancor più virtuosa: “Oltre a un protocollo condiviso e a chiedere estremo rigore nell’applicazione delle misure di sicurezza, anche attraverso le azioni di informazione/controllo/sanzione effettuate dalla polizia locale, abbiamo promosso la partecipazione di numerose attività al bando regionale appositamente istituito per supportare le ASD in questo periodo e, solo nella nostra città, sono stati erogati oltre 53mila euro: ai privati, infatti, viene richiesta la medesima scrupolosità nell’adeguarsi alle nuove norme. Anche per questo motivo, al fine dell’erogazione del ‘voucher sport’, richiediamo si applichino rigorosamente le misure atte a garantire l’esercizio fisico nella massima sicurezza sanitaria”.

L’assessore ha concluso così il suo intervento: “Auspico non vi sia generalizzazione e invito tutti – gestori e appassionati – a vivere questa ‘nuova normalità’ osservando scrupolosamente le norme di sicurezza”.