Monastero di Vasco vince al TAR: niente pluriclasse. Il sindaco: “Ora chi ha sbagliato paghi le spese legali!”

Il Provveditorato aveva richiesto l'accorpamento delle classi prima e quarta, ma i giudici hanno dato ragione al Comune per la mancanza della possibilità di far rispettare le distanze interpersonali tra gli alunni. Il primo cittadino, Giuseppe Zarcone: "Una trafila burocratica inutile!"

Alla fine, l’ha spuntata Monastero di Vasco: il TAR del Piemonte ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’amministrazione comunale in riferimento al provvedimento emanato dall’ufficio scolastico territoriale di Cuneo, che predisponeva l’attivazione, nel plesso della scuola primaria locale, di tre classi singole e di una pluriclasse, composta dagli alunni delle classi prima e quarta, in vista dell’anno scolastico 2020/2021.

Le motivazioni del verdetto dei giudici sono da ricercarsi nel fatto che la pluriclasse non prende in considerazione le disposizioni volte ad assicurare l’applicazione delle misure di distanziamento necessarie a contrastare la diffusione del Covid-19. “In realtà, nel nostro ricorso c’erano altre ragioni che mostravano l’assurdità del provvedimento – ha dichiarato il sindaco, Giuseppe Zarcone. Noi abbiamo provato a dialogare, ma l’ufficio scolastico di Cuneo non ha tenuto conto del fatto che comunque la quarta classe, anche se costituita da 9 bambini, rientra pienamente nel limite minimo di 10, poiché la legge stabilisce che sia possibile ridurre del 10% il suo tetto minimo e il 10% di 10 è 1″.

“Inoltre – ha aggiunto Zarcone –, la pluriclasse sarebbe stata composta da ben 20 bambini e avrebbe a quel punto oltrepassato il tetto massimo di 18. Il TAR, poi, non dice che il responsabile del servizio prevenzione e protezione della scuola nelle scorse settimane aveva messo in evidenza che a Monastero di Vasco non c’è una classe che possa contenere 20 alunni con l’insegnante garantendo il distanziamento minimo”.

Con soddisfazione, il primo cittadino ha sottolineato quindi che “abbiamo vinto e ora vedremo come si svilupperà nel merito il ricorso. In ogni caso, il provvedimento di formazione della pluriclasse è inefficace. Di conseguenza, a settembre avremo cinque classi separate nelle loro aule, nel pieno rispetto delle distanze e delle normative anti-contagio”.

Infine, una stilettata all’indirizzo dell’ufficio scolastico provinciale e alla sua responsabile, la dottoressa Maria Teresa Furci: “Sarà mia personale cura verificare che chi ha causato queste spese legali, che si potevano benissimo evitare, ne risponda di tasca propria. Abbiamo dovuto spendere più di 5mila euro e, francamente, mi aspetto che il Tar imputi questi soldi a carico del Ministero della Pubblica Istruzione, anche se non mi basta: devono pagare coloro i quali hanno generato tale situazione”.