Cisl: “Non siamo contrari a nuove formule, ma i servizi devono restare pubblici”

24 agosto 2022 | 07:03
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Cisl: “Non siamo contrari a nuove formule, ma i servizi devono restare pubblici”
Matteo Galleano

Intervista a Matteo Galleano, segretario generale dei pensionati della Cisl della provincia di Cuneo sul tema della sanità e del nuovo ospedale. “Se il privato garantirà efficienza e celerità nella realizzazione dell’opera, perché non affidarsi a lui? Ma per il privato non ci dovrà essere altro spazio”.

Il Segretario generale dei pensionati della Cisl di Cuneo Matteo Galleano interviene nel dibattito sulla sanità cuneese e in particolare sulla questione del nuovo ospedale.

La sanità è un tema che vi sta a cuore, come Sindacato Pensionati.

«Eccome. Come Pensionati Cisl abbiamo partecipato all’organizzazione del convegno del 6 luglio per capire il futuro della nostra sanità alla luce dei fondi PNRR. Arrivarono in quell’occasione rassicurazioni circa i tempi di avvio del cantiere per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo, ma fino ad allora, e anche fino a pochi giorni fa, per quanto mi riguarda, eravamo convinti che i fondi per la realizzazione del nosocomio sarebbero arrivati in larga parte dall’Inail».

Invece si parla adesso del partenariato pubblico privato (PPP). Che cosa ne pensate?

«Da qualche giorno tramite i giornali abbiamo invece scoperto di un’ipotesi piuttosto concreta di affidamento a privati della realizzazione della struttura Certo, un bel cambio di scenario. Come Pensionati Cisl cuneesi in rappresentanza di oltre 16mila persone in provincia, non siamo contrari anche a scelte innovative rispetto alla realizzazione dell’ospedale fermo restando che il servizio sanitario dovrà essere completamente pubblico».

Non siete contrari, ma mi sembra di capire che comunque preferiate la gestione pubblica alla privata. O sbaglio?

«Ancora più oggi voglio ribadire la centralità della difesa del nostro servizio sanitario (SSN) nato nel 1978. Oggi, in un contesto nel quale le liste d’attesa spesso ci costringono a pagare direttamente il privato per garantirci tempi adeguati per visite ed esami che ci vengono prescritti, in una situazione nella quale tanti servizi medici (vedi Asl Cn1) vengono appaltati a cooperative per evitare la chiusura degli stessi, una stagione nella quale stiamo percorrendo un pericoloso crinale con il rischio di compromettere in modo irreparabile il nostro SSN, ebbene non possiamo permettercelo! Serve che la politica, con il nostro pungolo, rimetta ordine. I servizi pubblici devono restare pubblici ed essere finanziati con le tasse che tutti, e ribadisco tutti, siamo chiamati a pagare».

Quindi la possibilità che l’ospedale venga costruito e gestito dal Gruppo che fa capo alla famiglia Dogliani vi trova favorevoli o contrari?

«Non siamo contrari a nuove formule, purché si ribadiscano nella forma e nel contenuti i principi cardine. Se il privato garantirà efficienza e celerità nella realizzazione dell’opera, perché non affidarsi a lui? Ma per il privato non ci dovrà essere altro spazio. È tempo di scelte chiare. Non ci sono modelli lombardi che ci attraggono. C’è una sanità pubblica cuneese che era eccellente e deve tornare ad esserlo».