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Bra aderisce alla Carta dei diritti della Bambina

L’impegno del Consiglio comunale e della Consulta Pari Opportunità per la più ampia diffusione

A pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) e della Giornata mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti (20 novembre), il Consiglio comunale di Bra ha deciso all’unanimità di aderire alla nuova Carta dei Diritti della Bambina, promossa dalla Fidapa BPW – Business professional women.

La carta, approvata più di 20 anni fa a Reykjavik e aggiornata nel 2016 al congresso europeo della BPW a Zurigo, è composta da nove articoli, volti a garantire i diritti fondamentali delle bambine, spesso non così scontati: protezione e giusto trattamento in tutti i contesti sociali e familiari; tutela da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi e imposizioni;  giusta condivisione di tutte le risorse sociali e pieni diritti; istruzione ed educazione; inserimento nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età; eliminazione di campagne di immagine lesive della dignità.
La Carta non pretende di essere vincolante: piuttosto indica una serie di principi morali e civili orientati a promuovere la parità tra i sessi, a valorizzare le differenze tra bambine e bambini, a superare gli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta.

L’adesione alla Carta, su impulso della Consulta comunale Pari Opportunità, si inserisce nell’ambito “delle politiche di inclusione sociale e tutela per le pari opportunità con un’attenzione specifica ai diritti dell’infanzia da sempre promosse dal Comune di Bra e si configura quale strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica ad un’azione mirata di contrasto al fenomeno della violenza sulle donne, contribuendo ad educare i giovani a crescere senza pregiudizi di genere”.

In merito, il Consiglio comunale e la Consulta Pari Opportunità si impegnano a favorire la diffusione e la conoscenza della Carta nelle scuole, nelle agenzie educative e presso gli enti del terzo settore, oltre che tra i vari attori sociali presenti nel territorio comunale.