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Trofei MaB UNESCO della Riserva Transfrontaliera del Monviso: selezionati i vincitori della quinta edizione

Vincono “Custodi del suolo”, progetto presentato dall’associazione Spazio Vitale di Piasco e “Se retrouver en passant par les autres”, presentato dalla ditta Camp de base de la Monta di Abriès-Ristolas. I vincitori saranno premiati lunedì 18 ottobre a Guillestre durante la Foire agricole de la Saint Luc: per favorire la realizzazione dei progetti vengono erogati € 1.000 ciascuno.

Sono stati selezionati i vincitori della quinta edizione dei Trofei MaB UNESCO: tra i numerosi progetti partecipanti, diciassette le candidature avanzate e focalizzate sull’obiettivo del miglioramento della relazione tra uomo e natura, alla ricerca del giusto equilibrio tra un ambiente sano e un’economia locale forte, la giuria ha ritenuto più meritevoli “Custodi del suolo”, presentato dall’associazione Spazio Vitale di Piasco, e “Se retrouver en passant par les autres”, presentato dal campeggio-ristorante Camp de base de la Monta di Abriès-Ristolas. Il primo progetto è rivolto alla creazione di una rete i cui partecipanti si fanno promotori di un nuovo modo di vivere e lavorare nella Riserva della Biosfera, rafforzando il legame uomo-natura attraverso la diffusione alla collettività di pratiche di agroecologia rigenerativa. Il secondo ha l’obiettivo di girare un video promozionale che documenti le azioni portate avanti nel camping, un articolato programma di ecosostenibilità applicata ad una struttura ricettiva che si sviluppa nel corso di ogni stagione di apertura del camping, a partire dal 2003.

I vincitori saranno premiati lunedì 18 ottobre a Guillestre, nell’ambito della giornata conclusiva della tradizionale Foire agricole de la Saint Luc, evento molto partecipato anche dagli italiani e con il quale si chiude, per consuetudine, la stagione degli scambi transfrontalieri attraverso il Colle dell’Agnello. Per favorire la realizzazione dei progetti vengono erogati € 1.000 ciascuno. Inoltre, i due vincitori dei Trofei MaB UNESCO 2021 potranno beneficiare di sostegno e rinforzo attraverso la messa in rete e lo scambio di esperienze tra gli attori del territorio del Monviso e della rete delle Riserve della Biosfera. Questo permetterà a entrambi di realizzare, migliorare e concludere il proprio percorso, valorizzandolo attraverso una forma di comunicazione in grado di condividere le buone pratiche e trasferirle anche ad altri territori.

«I nostri trofei premiano progetti pratici e concreti – precisa il presidente del Parco del Monviso, Dario Miretti –, idee per lo sviluppo sostenibile che arrivano direttamente dal territorio e che hanno il pregio di essere immediatamente attuabili o già in corso di attuazione. Sono interventi magari piccoli o circoscritti a livello locale, ma ognuno di essi ha il suo grande valore nella direzione della tutela dell’ecologia. È questa la filosofia che sta alla base dell’organizzazione dei Trofei MaB UNESCO della Riserva della Biosfera del Monviso, che portiamo avanti da cinque anni in collaborazione con il Parc Naturel Régional du Queyras».

Il concorso, rivolto a persone fisiche, imprese, associazioni o scuole, intende incoraggiare la realizzazione di progetti che rappresentino degli esempi di buone pratiche per lo sviluppo sostenibile. Si tratta di una attività promossa dalla Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso nell’ambito del progetto EcO del PITER Terres Monviso per incentivare e valorizzare iniziative locali di eco-cittadinanza innovative e creative, riconoscendo gli elementi di innovazione e di attività positiva all’interno della Riserva.

Per saperne di più

Il progetto “Custodi del suolo”, presentato dall’associazione Spazio Vitale di Piasco, ha una finalità tecnico/pratica e una finalità comunicativa. Da una parte vuole migliorare i suoli del territorio attraverso la diffusione di buone pratiche, dall’altra si rivolge alla sensibilizzazione dei cittadini per fare in modo che si diffonda una più ampia consapevolezza del valore del suolo sviluppando il concetto di “responsabilità del suolo”, con particolare attenzione a proprietari, usufruttuari dei terreni, produttori e consumatori di prodotti agricoli.

Con la creazione della rete dei “Custodi del suolo”, e attraverso il suo sostegno, si intende variare l’approccio al terreno di proprietari o usufruttuari di piccoli-medi appezzamenti di terra,  abbandonando la logica che considera il suolo come semplice substrato di produzione. Alcuni “custodi pionieri”, firmatari della Carta dei Custodi del suolo, stanno seguendo un ciclo di dodici incontri di formazione che sono partiti a maggio 2021 e si svilupperanno fino a maggio 2022: negli appuntamenti viene trasmessa la metodologia sul campo e si pongono le basi per creare un tavolo di lavoro, documentazione e studio che contribuisca alla stesura di un dossier e possa diventare veicolo stabile per l’avvicendamento di altri custodi negli anni successivi. Il progetto prevede inoltre sei incontri pubblici dove il progetto verrà presentato alla cittadinanza, condividendo la filosofia agricola e momenti teorico pratici di formazione aperti a tutti, durante i quali le competenze acquisite dai Custodi vengono spiegate e diffuse, con interventi di relatori esterni: hanno già dato il loro contributo l’entomologo Giacomo Olivero, professore scienze naturali e microbiologia, e la biologa Simona Bonelli, professore associato di Zoologia dell’Università di Torino coordinatrice nazionale del progetto europeo sulle farfalle “Butterfly Monitoring Scheme” (eBMS). Nel corso dell’incontro finale a chiusura del primo anno di progetto, che prevederà anche un evento artistico divulgativo, verrà mostrata documentazione delle azioni avviate dai “custodi pionieri”.

 

Il progetto “Se retrouver en passant par les autres”, presentato dal campeggio-ristorante Camp de base de la Monta di Abriès-Ristolas, intende dare visibilità alle azioni di ecosostenibilità applicate al turismo, messe in atto dal campeggio che è il cuore di una rete di attività che collaborano per provare a mettere in atto una visione diversa del concetto di ospitalità turistica.

Ogni anno le attività del campeggio partono a maggio con il pascolo ecologico e la manutenzione del terreno portata avanti con animali locali, cavalli, capre e polli, e la semina di erbe aromatiche e insalate. A fine giugno, con un’escursione someggiata transfrontaliera aperta alla partecipazione del pubblico e utile a mantenere il legame storico con i rifugi italiani, il camping effettua l’approvvigionamento di formaggi nella Conca del Prà, in valle Pellice. Da giugno a settembre si svolge la stagione del campeggio, improntata secondo criteri di eco-responsabilità con ristorazione a filiera corta e a produzione zero rifiuti: nel campeggio non vengono somministrati prodotti provenienti dalla grande distribuzione o in contenitori di plastica o al-luminio. La maggior parte dei prodotti del ristorante, invece, proviene da partner locali: gli stessi prodotti possono essere acquistati dai clienti del campeggio per il proprio consumo. Si crea in questo modo un circolo virtuoso che, oltre a limitare l’acquisto di prodotti implicati nelle logiche della distribuzione commerciale, ad alto impatto ambientale, favorisce il sostegno e il mantenimento dell’economia locale. I rifiuti organici prodotti vengono smaltiti grazie a due maiali, che si cibano anche di rifiuti analoghi prodotti da partner locali.

Nel campeggio è presente inoltre una sauna, alimentata da rifiuti della segheria che non possono essere utilizzati come costruzione, e dai rifiuti di legno depositati dagli abitanti.

Nel corso della stagione, per favorire la creazione di ulteriori legami tra gli utenti del campeggio e la cultura locale si organizzano incontri letterari con autori del posto, residenze teatrali, laboratori per adulti e bambini alla scoperta di tematiche di cultura materiale locale, mostre artistiche, eventi musicali; infine si ospitano interventi di approfondimento a cura del Parc Naturel Régional du Queyras.