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Radicali Cuneo: “Il Comune di Fossano continua a non fare manutenzione sui tigli”

Dopo la decisione del TAR che lo scorso maggio ha sospeso l'abbattimento dei 57 alberi di Corso Colombo, i Radicali avevano sottolineato l'importanza di fare una regolare manutenzione dei tigli, in modo che non diventassero un problema irreversibile. Ad oggi il Comune non è intervenuto in alcun modo.

Fossano. Pochi mesi dopo la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, che lo scorso 25 maggio aveva decretato la sospensione del provvedimento preso dall’Amministrazione cittadina in merito all’abbattimento dei 57 tigli di Corso Colombo, l’Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei riporta in auge la questione. Il TAR si esprimerà in maniera definitiva il prossimo 4 novembre.

I Radicali cuneesi, infatti, capofila della battaglia della scorsa primavera contro il provvedimento preso dal sindaco Dario Tallone su richiesta dei cittadini, preoccupati dalla vicinanza degli alberi con le case, hanno constatato come durante l’estate, stagione dove gli alberi necessitano delle maggiori cure, non siano stati adottati i provvedimenti di regolare manutenzione promessi dall’Amministrazione.

Scrive l’Associazione sul proprio profilo Facebook: “Sono passati alcuni mesi da quanto, grazie al lavoro dell’avvocata radicale Giulia Crivellini, il Tribunale Amministrativo del Piemonte ha sospeso la delibera dell’amministrazione comunale di Fossano sull’abbattimento di 57 tigli.

Fin da subito abbiamo sottolineato l’importanza di fare una regolare manutenzione del verde del viale, per evitare che il problema diventi davvero irreversibile. Da quando il TAR si è espresso sospendendo l’ordinanza, pare che il Sindaco stia facendo di tutto per peggiorare la situazione. Durante l’estate, periodo in cui il verde pubblico avrebbe bisogno di maggior cura, l’Amministrazione Comunale è stata con le mani in mano. Occorre assolutamente conciliare le esigenze dei residenti con la vita degli alberi: lo si può fare con interventi mirati, anche per prevenire possibili danni a cose o persone. Se non si interviene, la responsabilità rimane in capo al Primo Cittadino.

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