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I gruppi dei pendolari ferroviari scrivono all’Assessore Regionale ai traporti Gabusi

Tre sono i punti su cui i vari gruppi, tra cui quello dei viaggiatori da Cuneo a Torino, rappresentato da Claudio Menegon, Mario Didier e Sergio Farassini, chiedono alla Regione di intervenire per riportare ai livelli pre-covid la mobilità regionale su ferro.

Sono richieste che rendono concordi praticamente tutti i gruppi organizzati di pendolari ferroviari, quelle che sono state avanzate ieri attraverso una lettera all’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi. Nella fattispecie i gruppi dei pendolari, tra cui è presente anche il gruppo di Cuneo, chiedono: il ripristino del servizio di trasporto su ferro ai livelli precedenti al Covid-19, dato che il Piemonte rappresenta l’ultima regione d’Italia in cui è attualmente attuata una riduzione all’85% del totale delle corse pre-Covid; la riattivazione di alcune delle tratte attualmente sospese, in modo da ricreare quella “rete regionale” davvero efficace qualche decennio fa; riforme e investimenti per favorire la transizione ecologica, rispettando i parametri forniti dall’Unione Europea al fine di rendere il Piemonte allavanguardia nel settore delleconomia verde che rappresenta una straordinaria opportunità per leconomia, con la creazione di nuove figure professionali e lo sviluppo di modelli di business non ancora sperimentati.

Ci chiediamo il motivo per cui il Piemonte non debba approfittare, a nostro parere non può permetterselo, delle risorse straordinarie messe a disposizione dai piani Europei e Nazionali per progettare il futuro. – scrivono nella missiva inviata all’Assessore i vari gruppi – Visto che le infrastrutture rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale dei territori, appurata la necessità di fermare il consumo del suolo, investiamo in quelle che impattano meno con lambiente. La ferrovia in questo è sicuramente la capostipite”.

Continuano i comitati: “Attualmente il servizio ferroviario sconta parecchie problematiche che abbiamo più volte segnalato nei mesi scorsi, a partire da Settembre 2020, senza che alcun intervento risolutivo sia stato attuato, causando ancora oggi disservizi e l’impossibilità di utilizzare la mobilità su ferro in molte fasce orarie pendolari feriali, situazione che peggiora sensibilmente nei fine settimana, con ad esempio alcune località turistiche totalmente isolate (vedi Acqui Terme. Casale Monferrato, Limone Piemonte, ecc.). Vale la pena rimarcare che il servizio in vigore oggi è lo stesso in vigore al 15/08/2020, ma da allora la mobilità è incrementata, anche con parametri a due cifre, senza che questo abbia comportato il benché minimo intervento di potenziamento. Situazione unica in Italia! Nessuna regione vede un servizio ferroviario versare in tali condizioni di abbandono.

La situazione denunciata, si aggrava alla luce della determina Reg. Gen n° 367 del 30/06/2021 dell’Agenzia della Mobilità Piemontese che prolunga, fino a data di sottoscrizione del contratto di servizio ferroviario di lunga durata SFR, (quindi ad oggi a data indefinita!), limposizione a Trenitalia S.p.A. dellobbligo di servizio relativo alla concessione del trasporto pubblico ferroviario di interesse locale e regionale. Emerge oggettivamente e per vari motivi l’insostenibilità ed inadeguatezza dell’attuale situazione in vista di un ulteriore consistente e costante aumento della mobilità a partire dal corrente mese di Ottobre“.

Alcuni dei nodi più urgenti da risolvere, secondo i gruppi dei pendolari, risiedono nella Provincia di Cuneo. In particolar modo sono risultate scelte poco lungimiranti e critiche: la soppressione della prima corsa del mattino delle 4.12 per Torino e dell’ultima corsa serale Torino Cuneo delle 23.25; il servizio ridotto della tratta Fossano-Limone, in particolar modo nel fine settimana (con l’ultima corsa alle 15.50), che risulta assolutamente inadeguato per la località turistica montana; le sole due corse giornaliere che coprono la tratta Cuneo-Ventimiglia, che secondo i sottoscrittori della missiva dovrebbero diventare almeno 6-8; la soppressione totale dei treni sulla Saluzzo – Savigliano e Bra – Cavallermaggiore, con attivazione di inadeguato servizio bus sostitutivo e la mancata riattivazione delle tratte Cuneo – Saluzzo e Cuneo – Mondovì.