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A Nicola Lagioia il Premio Lattes Grinzane 2021

Lo scrittore barese, già Premio Strega nel 2015 e attuale direttore del Salone del Libro di Torino, ha vinto il prestigioso premio letterario delle Langhe con il romanzo "La città dei vivi".

Si è tenuta ieri pomeriggio, al Teatro Sociale di Alba, la proclamazione del vincitore dell’undicesima edizione del Premio Lattes Grinzane, tra i riconoscimenti letterari più prestigiosi del panorama nazionale. Ad aggiudicarsi l’ambito premio, che celebra i migliori romanzi usciti nell”ultimo anno, è stato lo scrittore barese Nicola Lagioia con il libro La città dei vivi. L’autore pugliese si conferma una delle penne più apprezzate nel nostro Paese dopo aver vinto il Premio Strega con La ferocia nel 2015 ed essere stato nominato nel 2017 direttore del Salone del Libro di Torino, ruolo che ricopre tutt’oggi.

La città dei vivi ha battuto la concorrenza grazie alla maggioranza dei voti espressi da 400 studenti e studentesse di venticinque classi delle scuole superiori di tutta Italia (presente anche una classe di Madrid).Gli altri quattro finalisti in gara erano: Kader Abdolah (nato in Iran e rifugiato politico in Olanda) con Il sentiero delle babbucce gialle (Iperborea), Bernardine Evaristo (britannica di origini nigeriana) con Ragazza, donna, altro (Sur), Maylis de Kerangal (francese) con Un mondo a portata di mano (Feltrinelli), Richard Russo (statunitense) con Le conseguenze (Neri Pozza).

La motivazione della Giuria Tecnica del Premio che aveva selezionato La città dei vivi (Einaudi) di Nicola Lagioia tra i cinque libri finalisti: «L’autore ricostruisce un evento reale, dai caratteri estremi e inquietanti: l’assassinio truce di un giovane da parte di due ragazzi di buona famiglia. La ricerca sull’identità dei protagonisti, sulle loro esistenze, sui loro universi familiari, sui giorni che hanno preceduto il delitto e sulle vicende successive, fino ai processi e al suicidio di uno dei responsabili, si sovrappone alla vita di colui che narra e cerca di capire, alle sue più immediate reazioni nei giorni dell’evento, ai suoi incontri con gli inquirenti e con molte persone variamente in rapporto con gli stessi protagonisti. Tutto viene percepito dentro le lacerazioni di Roma, nel veleno di sfacelo e di morte che la possiede, al di là del quale comunque resiste una forza vitale, qualcosa che si impone e cattura oltre ogni limite. Proprio immergendosi nel pulsante respiro di Roma il narratore porta alla luce tanti resistenti barlumi di umanità; interroga con trattenuta delicatezza, senza moralismo ma anche senza indulgenza, le ragioni di ciascuno, lontano da ogni indiscrezione e da ogni compiacimento per l’eccesso. Dalle ragioni di un male che sembra rappreso nelle cose, nello sfaldarsi degli spazi civili e sociali, pare quasi estrarre una speranza di umanità e di riscatto.»

Ma nella cerimonia di ieri ha anche avuto luogo la lectio magistralis della scrittrice canadese Margaret Atwood, Premio Speciale Lattes Grinzane di quest’anno. Davanti al pubblico del teatro, la scrittrice ha proposto una lectio magistralis sulla scrittura e la narrazione, dal titolo “Raccontare storie”. Autrice di romanzi di successo come Il racconto dell’Ancella, I testamenti, L’altra Grace e L’anno prima del diluvio, molti dei quali trasposti in serie televisive, Atwood ha di recente pubblicato in Italia la raccolta di poesie Moltissimo (Ponte alle Grazie) e Tric Trac Trio (Salani) per il lettori più piccoli.