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Chiara Gribaudo sulla situazione afghana: “Protezione umanitaria per tutte le donne che fuggono”

Il contenuto del post su Facebook della deputata cuneese del PD sulla situazione terribile che si sta sviluppando nelle ultime ore in Afghanistan si concentra principalmente sul destino terribile che attende le donne del posto a seguito della nuova presa del potere da parte delle forze talebane.

Il Medioevo afghano è arrivato a Kabul e nel mirino dei talebani ci sono ancora le donne“. Si apre con queste parole il post della deputata del PD Chiara Gribaudo in proposito della recentissima presa del potere in Afghanistan da parte delle forze talebane, riemerse con forza dopo anni di guerra silenziosa, impegati nel raccogliere risorse finanziarie ed armi e a conquistare, cittadina dopo cittadina, intere regioni dello stato asiatico.

Una situazione che si annuncia tragica per tutta la popolazione, ma soprattutto per le donne, che negli ultimi anni di semi-stabilità politica avevano conosciuto grossi progressi in termini di diritti e qualità della vita. Passi avanti che i talebani considerano inaccettabili e verosimilmente faranno in modo di eliminare, riportanto il fondamentalismo religioso in tutto il Paese.

Una situazione inaccettabile, soprattutto per una politica da sempre alacremente impegnata sul fronte delle battaglie per la parità di genere e i diritti delle donne, com’è la Gribaudo. “Non riesco a far altro che a pensare a loro. – continua nel post – Considerate come cose, invece di esseri umani, e come tali parte del bottino di guerra dell’orda talebana. Quelle nubili che vivono fuori dalla famiglia sono a rischio, quelle che si sono distinte per attività sociali o politiche, sono nel mirino. Per le altre solo un futuro: stare a casa, sotto la vigilanza di un ’mahrams’, un guardiano maschio – padre, marito, fratello – solo in compagnia del quale potranno uscire, indossando il burqa.

Bisogna fornire a loro, e a tutti coloro che scappano dal regime fondamentalista, la protezione umanitaria. A tutto il resto, compresa una riflessione profonda di questi ultimi vent’anni la faremo spero, ora bisogna salvare le vite. Punto“.