Quantcast

Visitabile a Bellino la mostra “Inquadriamoci – La bellezza della fragilità”

La mostra, cinquanta fotografie di anziani della valle Varaita in posa come soggetti di dipinti famosi, sarà visitabile nella Sala Polivalente del Museo del Tempo e delle Meridiane in borgata Celle di Bellino sabato 10, domenica 11, sabato 17 e domenica 18 luglio

Più informazioni su

La mostra Inquadriamoci – La bellezza della fragilità, composta di circa cinquanta fotografie di anziani della valle Varaita in posa come soggetti di dipinti famosi, sarà allestita nella Sala Polivalente del Museo del Tempo e delle Meridiane in borgata Celle di Bellino e visitabile a ingresso libero in due fine settimana del mese di luglio: sabato 10 in orario 15-18, domenica 11 in orario 9.30-12.30 e 15-18, sabato 17 e domenica 18 in orario 15-18. La raccolta delle fotografie, messe a confronto con le riproduzioni dei dipinti originali, costituisce una splendida documentazione di come si possa intervenire a sostegno delle difficoltà di chi vive in montagna in modo stimolante e intelligente.

L’esposizione, allestita a cura del Consorzio Monviso Solidale, è una delle attività di animazione territoriale portate avanti durante il periodo del lockdown della primavera 2020 nell’ambito del progetto singolo n. 5163 IncL – Bien Vieillir / Invecchiare Bene, che fa parte del Piano Integrato Territoriale PITER Terres Monviso ed è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), Programma Interreg Alcotra 2014-2020.

L’attività è stata proposta dall’équipe di operatori socio sanitari e educatori professionali della valle Varaita ed è un vero e proprio esperimento di fusione tra il sociale e la sperimentazione artistica, un articolato intervento di rete portato avanti per incontrare gli anziani, farli tornare protagonisti degli interventi di inclusione nonostante la pandemia, facendoli sentire parte di un tutto. Sono circa cinquanta le persone che hanno deciso di mettersi in gioco e a entrare nei panni dei protagonisti di dipinti di Renoir, Caravaggio, Vermeer e tanti altri autori celebri. La ricchezza dal punto di vista aggregativo del percorso ha rappresentato, in tempo di lockdown, e rappresenta tuttora una risposta per fronteggiare l’isolamento sociale che si può vivere in territorio montano, ulteriormente aggravato dall’emergenza sanitaria.

«Il percorso è nato dall’intenzione di mobilitare le comunità locali per migliorare la qualità di vita delle persone più in difficoltà – spiegano i responsabili del progetto per il Consorzio Monviso Solidale –. Ci siamo interrogati insieme ai residenti su chi fossero e quali bisogni avessero le persone più fragili delle zone montane e cosa avremmo potuto fare tutti insieme con loro e per loro. Quindi abbiamo studiato un percorso che consentisse lo sviluppo di occasioni di incontro, di divertimento e di gioco, coinvolgendo di volta in volta attori locali, gestori di attività e amministratori, felici di collaborare alla cura del benessere dei propri concittadini. La ricchezza dal punto di vista aggregativo del percorso ha rappresentato, in tempo di lockdown, e rappresenta tuttora un’ottima risposta del territorio alle persone fragili per fronteggiare l’isolamento sociale ulteriormente aggravato dall’emergenza sanitaria».

La mostra è stata presentata al pubblico per la prima volta durante l’ottobre 2020 a Saluzzo, nella cornice della rassegna Start.

Più informazioni su