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A Savigliano una piattaforma che intercetta linfonodi con alto sospetto di positività

Si tratta di "Rubina", un valore aggiunto per il dipartimento Chirurgico dell'Ospedale. Donata dagli ”Amici dell’ospedale di Savigliano”, per ora sarà utilizzata da Urologia e Ginecologia

Savigliano. Una piattaforma per la sala operatoria, che permette di intercettare linfonodi con alto sospetto di positività, grazie a un aumento della qualità dell’immagine prodotta. E’ “Rubina”, donata e consegnata formalmente oggi, dall’associazione Amici dell’ospedale di Savigliano, il cui uso è per ora limitato alle strutture di Urologia e Ginecologia, ma potenzialmente estensibile a tutte le specialità chirurgiche.

Per il direttore generale Giuseppe Guerra – accompagnato dal direttore sanitario Mirco Grillo e da quello amministrativo Tiziana Rossini – è un ritorno pubblico nell’ospedale che, fino a un anno fa,  ha guidato come direttore del Presidio unico con Saluzzo e Fossano: “Sono un po’ emozionato, mi trovo tra persone con cui c’è stima e anche amicizia. Ringrazio l’associazione che, con la sua attività, catalizza l’attenzione del territorio sulla Sanità locale e, in particolare, sul nostro ospedale.”  

L’apparecchiatura ha un valore di oltre 100 mila euro, ottenuti in quota parte dal contributo dei cittadini saviglianesi e del territorio circostante con le donazioni del 5 per mille e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Savigliano. “Parte dei contributi che la Fondazione stanzia  per la Sanità – spiega il presidente del sodalizio Francesco Villoissono erogati direttamente alla nostra associazione per l’acquisto di apparecchiature utili all’Asl. In questo modo trattiamo direttamente con le ditte e riduciamo i tempi di approvvigionamento. La Fondazione inoltre sponsorizza alcuni nostri eventi, organizzati con la finalità di raccogliere fondi e garantire una Sanità all’avanguardia sia in ospedale sia sul territorio.”

Di “prestazioni altamente qualificate” parla il direttore del dipartimento Chirurgico dell’Asl, Toni Pazzaia: “Dobbiamo considerare –  dice – sia la tecnologia sia i professionisti, nei vari ruoli.   Abbiamo retto all’impatto della pandemia da Covid19, anche dal punto di vista organizzativo, con il vantaggio di mettere in rete professionisti che prima non si conoscevano neppure”.

“Rubina” sarà utilizzata dalla Ginecologia e dall’Urologia, per ora. Alessio Garetto è il nuovo direttore della Struttura di Ginecologia e Ostetricia e referente per la Breast Unit: “Nel 2019 sono stati operati 184 casi  di tumore al seno, questo strumento ci consentirà di essere autonomi come ospedale”.

Pietro Coppola, direttore dell’Urologia e l’aiuto Paolo Mondino ricordano l’utilizzo per operare i tumori alla prostata e le neoplasie renali. Coppola: “Quando nel 2016 giunsi a Savigliano provai stupore e meraviglia per quanto fa qui il territorio. E gli Amici ci hanno consentito di rinnovare,  con il loro contributo, l’endoscopia urologica. Occorre far conoscere a tutti le nostre potenzialità.”

Un grazie anche dal sindaco Giulio Ambroggio, che sottolinea anche l’impegno del Comune nel seguire l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale: “Un’opportunità unica, dobbiamo essere uniti sull’obiettivo, per non perdere un treno che non passerà un’altra volta.”