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A Cuneo arriva Bobby Solo con una mostra ed un concerto insieme ai Beat Circus foto

Abbiamo incontrato questa mattina il re del rock’n’roll italiano durante l’inaugurazione della mostra a lui dedicata a Palazzo S.Croce, che rimarrà in cartellone fino alle 18 di domenica.

A Cuneo è arrivato Bobby Solo. Il famosissimo cantante romano, classe 1945, una delle più straordinarie star della musica italiana, sarà protagonista nel weekend cuneese insieme ai Beat Circus in due concerti. Il primo si terrà stasera al Baladin di Piozzo, il secondo nella serata di domani in Piazza Virginio a Cuneo. Un sogno che si realizza per la rock’n’roll beat band cuneese, che ha incontrato per la prima volta l’interprete di Una lacrima sul viso nel 2016 in occasione della finale del Torino Beat, e che ha assunto come proprio “inno” proprio la canzone Una granita di limone cantata dallo stesso Bobby Solo, che verrà portata sul palco anche nei due concerti cuneesi.

Ma Bobby Solo non è soltanto il protagonista del fine settimana sul palcoscenico, ma anche a Palazzo S. Croce, dove è stata allestita un’interessantissima mostra dedicata al rocker con tantissime fotografie e documenti straordinari per rarità e precisione filologica. L’esposizione è stata realizzata grazie al collezionista privato Luca Barbonaglia, che da vent’anni raccoglie cimeli e documenti di Elvis e del suo amico Bobby Solo, e che per la prima volta ha deciso di mettere a disposizione del pubblico cuneese la sua straordinaria raccolta, che ha colpito ed emozionato anche lo stesso artista nel suo sopralluogo di stamattina. Luca, colpito dalla passione dei ragazzi dei Beat Circus, ha deciso di organizzare un’esposizione veramente unica nel suo genere, che fa capire la grandezza di uno dei più grandi miti della musica italiana. La mostra rimarrà in cartellone fino alle 18 di domenica.

Ed è proprio durante l’incontro ravvicinato con Bobby Solo che sono emersi gli aspetti più interessanti dell’artista. Bobby ha esordito con i suoi ricordi del Piemonte: “Io, ma anche altri artisti come Gianni Morandi, venivamo spessissimo a suonare nelle balere e nei dancing piemontesi e cuneesi. Abbiamo fatto decine di concerti in questa zona prima che aprissero e prendessero piede le discoteche moderne, che ci hanno un po’ allontanati dalle scene”. C’è molta curiosità su che cosa suoneranno sul palco i Beat Circus e Bobby Solo, e tale desiderio di sapere in anticipo la scaletta è destinato a rimanere insoddisfatto, perché l’artista romano su questo punto è categorico: “Non preparo scalette, preferisco suonare ciò che desidero nel momento in cui lo desidero, improvvisando. Mi baso molto anche sulla partecipazione del pubblico, che può aiutarmi a decidere quale sarà il pezzo successivo. Sul palco voglio divertirmi, perché solo così si può fare colpo sul proprio pubblico”.

Curioso è stato inoltre l’aneddoto sulla scelta del suo nome d’arte (il suo vero nome è Roberto Satti, ndr). “Ho preso un nome d’arte perché mio padre, dirigente Alitalia, mi voleva medico, avvocato o notaio. Quando apprese la mia vocazione per la musica, mi impedì di utilizzare il suo cognome. Con la casa discografica decidemmo di “americanizzare” il mio nome di battesimo, e scegliemmo Bobby. Prima di incidere il mio primo pezzo la segretaria mi chiese come mi chiamavo e io risposi Bobby. Al ché il mio produttore discografico rispose “Solo Bobby” e da lì io sono diventato Bobby Solo. Mi piace che la gente che mi riconosce mi chiami Bobby, ormai è il mio marchio di fabbrica”. L’artista ha dialogato a lungo con i presenti, raccontando aneddoti su aneddoti su tutti gli episodi più importanti della sua carriera, come quando mandò all’aria un arrangiamento costato l’equivalente di 40mila euro di oggi (erano stati ingaggiati ben 24 violini) per una delle sue canzoni più celebri, Se piangi, se ridi, con cui vinse il Festival di Sanremo del 1965. “Ho sempre avuto una grandissima passione per Elvis Presley e siccome lui non aveva mai suonato con un’orchestra, preferendo sempre fare sentire la sua voce, non vedevo perché dovessi adottare un arrangiamento così impegnativo per la mia canzone!”. Lo stesso Elvis che purtroppo non è mai riuscito ad incontrare perché non faceva parte della scuderia RCA, avendo un contratto con la Ricordi. “Chissà come sarebbero andate le cose se mia madre non avesse rifiutato l’offerta della RCA. Io e il mio idolo abbiamo avuto carriere per molti aspetti simili”.

In ultimo Bobby Solo ha parlato delle sue amicizie con gli altri artisti della sua epoca: “Con Little Tony eravamo fratelli. Ci siamo sentiti almeno una volta a settimana per cinquant’anni. Ma anche i vari Gianni Morandi, Adriano Celentano, Rita Pavone, sono tutti dei grandi amici con cui ci siamo persi di vista, com’è normale che sia, ma quando ci rivediamo parliamo sempre per ore ed ore”. Infine un commento sulla musica di oggi, considerando anche il fatto che le sue canzoni più famose continuano ad avere un enorme successo anche presso i più giovani. “Io cerco di innovare le mie canzoni negli anni, non voglio proporre sempre la stessa cosa, cerco di fare come Elvis, che variava in continuazione il suo stile. Poco tempo fa, prima del Covid, ho fatto un tributo a Johnny Cash e nel pubblico c’erano solo 25enni e 30enni. Ai ragazzi non interessa che tu abbia 30 o 70 anni, vogliono soltanto sentire della bella musica, e questa è la più bella musica di sempre. Io voglio continuare a fare canzoni nel mio stile. Non capisco la musica moderna. Non la critico, ma non riesco a comprenderla e penso che non potrei mai incidere un pezzo che non sia confacente al mio stile, che è ancora quello degli anni ‘60”.

L’impressione che si ha anche soltanto parlando per pochi minuti con Bobby Solo è quella di essere al cospetto di un divo senza tempo, un mito con pochi eguali sulla scena nazionale. Trascinante come un ragazzino, nonostante i 76 anni compiuti e i quasi 58 anni di carriera sul groppone, Bobby Solo è energia allo stato puro. I concerti insieme ai Beat Circus di stasera e domani si annunciano imperdibili. Si ricorda, in conclusione, che l’intero incasso del concerto di domani sera verrà devoluto in beneficienza all’Ati Cooperativa Quadrifoglio – Proposta 80 e finanzierà un nuovo progetto di musicoterapia per i pazienti inseriti nei Nuclei Anziani Alzheimer ed attività educative extra a quelle previste dal piano di animazione per gli ospiti del nucleo residenziale e diurno disabili l’Arcobaleno, tra cui Pet Therapy e psicomotricità.