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La stagione di “Castelli Aperti” tra storia e cultura della Granda

A partire da maggio e fino all’autunno decine di proposte anche in dimore storiche, giardini e musei

Con il mese di maggio è ripartita la stagione di “Castelli Aperti”. La rassegna – che prevede l’apertura dalla primavera all’autunno di una cinquantina tra dimore storiche, musei, palazzi, giardini e torri – è giunta alla 26° edizione e offre tante proposte per visitare le più affascinanti dimore storiche piemontesi, nel rispetto delle linee guida nazionali per la prevenzione e il contenimento. La provincia di Cuneo è tra quelle che offre il maggior numero di strutture da visitare e nel 2021 ci saranno alcune novità. Prima fra tutte la possibilità di prenotare on line le visite grazie a “Castle in a Click”, progetto promosso dall’Associazione Amici di Castelli Aperti con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Luoghi della Cultura 2020. Il sistema prevede l’attivazione di un servizio di biglietteria on line che permette al visitatore di prenotare l’ingresso sulla base delle disponibilità di apertura della struttura, contingentando così i flussi di persone. Il biglietto consente l’accesso ad ulteriori servizi quali la prenotazione di una guida personale, la partecipazione agli eventi, la prenotazione di visite esperienziali e, dove disponibile, una rete wifi intranet interna al castello, l’accesso con il proprio smartphone ai contenuti multimediali della struttura, a partire dall’audioguida in multilingua.

In provincia di Cuneo il comune di Saluzzo e il comune di Bra aderiscono al circuito con i loro beni culturali più significativi: a Saluzzo la Castiglia, la Torre Civica, Casa Cavassa, Casa Pellico, la Castiglia e Villa Belvedere, mentre a Bra La Zizzola, il Museo Civico di Storia Naturale Craveri, il Museo del Giocattolo, e il Museo Civico di Palazzo Traversa. Non lontano la magnifica Agenzia di Pollenzo, Residenza Sabauda dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. In Langa entra a fare parte il Castello di Perno a Monforte d’Alba. Di origine medievale e oggi appartenente alla famiglia Gitti, negli anni ’70 fu acquistato dalla casa editrice Einaudi che ne fece la propria sede secondaria, oltre a residenza di lavoro per i propri scrittori (tra i quali Primo Levi). Sempre in Langa è possibile visitare a Barolo il castello Falletti di Barolo, il castello di Roddi, palazzo Salmatoris di Cherasco con le sue mostre d’arte, il castello di Magliano Alfieri e il castello di Serralunga d’Alba.

Nella città di Alba partecipa per la prima volta all’iniziativa il Museo della Cattedrale di Alba, un viaggio dai resti romani e paleocristiani nelle fondamenta, alla ricostruzione d’inizio Cinquecento e ai rifacimenti barocchi, fino alla veduta panoramica della città dal campanile medievale che nasconde al suo interno una più antica torre campanaria. Poi a Fossano l’importante castello dei Principi D’Acaja e a Savigliano il museo civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra.

Oltre a “Castelli Aperti” in provincia di Cuneo è tornato visitabile anche il castello della Manta, fortezza medievale che presenta un salone baronale dove è custodita una delle più stupefacenti testimonianze della pittura tardogotica profana, ispirata ai temi dei romanzi cavallereschi. Il castello fa parte dei beni Fai (Fondo Ambiente Italiano) e da fine aprile è visitabile nel pieno rispetto delle misure di sicurezza sanitaria. Nel fine settimana la prenotazione è obbligatoria entro al massimo 24 ore prima e si può effettuare sulle pagine internet www.castellodellamanta.it. Il giorno precedente l’appuntamento, i partecipanti riceveranno una mail con le indicazioni sulle modalità di accesso e un link da cui scaricare materiali di supporto alla visita nel bene, a cura dell’Ufficio Affari Culturali Fai.

Infine, in occasione della Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane che si tiene domenica 23 maggio per promuovere la valorizzazione del patrimonio storico e artistico rappresentato dalle residenze private, a Cuneo verrà aperta al pubblico la Villa Oldofredi Tadini a Madonna dell’Olmo in via Ercole Oldofredi Tadini 19-21 con orario: 10-13 e 14,30-18,30. Il complesso si sviluppa attorno ad una torre di osservazione medievale a difesa della città di Cuneo. Si compone di un insediamento agricolo e di una parte adibita a “casa di villeggiatura” dei proprietari, i conti Mocchia di San Michele. Nel 1799 i francesi, che occupavano Cuneo, decapitarono il conte Mocchia per il suo atteggiamento antifrancese e la residenza venne gravemente danneggiata. L’aspetto attuale della casa si deve ai pazienti restauri di inizio ottocento realizzati da Luigi Mocchia in vista del suo matrimonio con la contessa Maria Oldofredi Tadini, appartenente ad una antichissima famiglia lombarda. Alla loro morte, la villa passò ai nipoti Oldofredi, tra cui Ercole Oldofredi Tadini, eroe risorgimentale. Nella cappella del 1763, ancora consacrata, sono conservati tra gli altri documenti delle Ostensioni della Sindone. Il giardino, con visita libera e gratuita, è uno dei più antichi di Cuneo, con piante centenarie e rarità botaniche.