Quantcast

Inproma di Ceresole d’Alba rinuncia al nuovo impianto di combustione

L’azienda che smaltisce carcasse animali provenienti da allevamenti e macelli ha ritirato il progetto di ampliamento

L’azienda Inproma di Ceresole d’Alba non realizzerà un nuovo impianto di combustione alimentato a farine animali, né aumenterà i quantitativi dei materiali trattati. I vertici dell’azienda, che smaltisce carcasse animali provenienti da allevamenti e macelli, hanno ritirato il progetto di ampliamento presentato durante la Conferenza dei Servizi che si è svolta in Provincia lo scorso 4 marzo. Un piano che aveva sollevato dubbi da parte degli enti locali e di controllo per l’impatto ambientale sul territorio del Roero.

Con il ritiro dell’istanza da parte dell’azienda e la presa d’atto della rinuncia viene a concludersi l’iter amministrativo, come ha precisato il dirigente della Provincia del Settore Ambiente, Luciano Fantino. Alla luce delle osservazioni degli enti locali, di Arpa e delle associazioni che chiedevano più attenzione sulle lavorazioni l’Inproma ha deciso di non proseguire con il progetto. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Ceresole, Franco Olocco e dal presidente dell’Associazione dei sindaci del Roero, Silvio Artusio Comba che avevano evidenziato le carenze a livello progettuale e sostenevano la tutela ambientale del territorio. Soddisfatti anche i rappresentanti delle undici associazioni ambientaliste di Piemonte, Valle d’Aosta, Langa e Roero.  Provincia e Arpa continuano a monitorare l’esercizio dello stabilimento che deve attuare alcuni interventi tecnici, definiti nel corso degli ultimi anni, per migliorare le prestazioni ambientali, nonché per risolvere alcune criticità e violazioni delle prescizioni in materia di emissioni in atmosfera e gestione rifiuti. Sarà quindi necessaria anche una revisione della gestione ordinaria del ciclo produttivo.