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Qualità dell’aria in Piemonte, dal 1° marzo le nuove misure straordinarie

Riguardano la mobilità, i sistemi di riscaldamento e l’agricoltura per migliorare la qualità dell’aria

Dalla mobilità ai sistemi di riscaldamento fino all’agricoltura: le azioni per contenere l’inquinamento da Pm10 sono frutto di un lavoro sinergico tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto iniziato un anno fa in accordo con le altre Regioni del bacino padano, per arrivare a definire misure straordinarie per la qualità dell’aria.

Un lavoro complesso che ha coinvolto anche Comuni, Province, enti e associazioni di categoria per giungere ad una proposta di Piano straordinario per la qualità dell’aria, a seguito della sentenza di condanna all’Italia da parte della Corte di giustizia europea per aver violato il diritto dell’Unione sulla qualità dell’aria ambiente, superando I valori limite in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017. Si attende di poter attuare al più presto il protocollo “Clean Air Dialogue” Stato-Regioni del 2019 che costituisce un vero e proprio piano di azioni nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria.

Le misure straordinarie che sono entrate in vigore da lunedì 1° marzo riguardano tre principali ambiti di intervento: mobilità, riscaldamento e agricoltura. Di seguito le azioni fondamentali comuni a tutti e tre i settori di intervento, con un’attuazione a breve medio e lungo termine.

E’ stato esteso l’ambito territoriale di applicazione delle misure strutturali e temporanee che interessano non più 37 ma 947 comuni per le misure inerenti all’ambiente e l’agricoltura (sono esclusi solo i comuni della zona di montagna) e 76 comuni per le misure riguardanti il traffico (tutto l’agglomerato di Torino, i comuni della zona di pianura e collina con popolazione superiore a 10mila abitanti). Estensione anche temporale del periodo, dal 15 settembre al 15 aprile, per l’attuazione delle limitazioni strutturali e temporanee (in precedenza il periodo era compreso tra il 1° ottobre e il 31 marzo). Infine, sono state anticipate le misure temporanee come il “semaforo” che non scatterà più sulla base dei superamenti misurati, ma sulle previsioni di superamento che saranno calcolate con un modello di valutazione e previsione meteo. I giorni di controllo passano da 2 a 3 alla settimana.

Questo significa, per quanto riguarda i trasporti, che oltre all’estensione territoriale e temporale delle misure e alle limitazioni già previste, dal 1° marzo si aggiungono quelle per veicoli adibiti al trasporto di persone e merci euro 1 e 2 benzina e euro 1 Gpl e metano. Per i motocicli e ciclomotori, oltre all’euro 0 si aggiunge anche l’euro 1. Inoltre, sarà data attuazione al sistema MoVe-In (piattaforma a adesione volontaria che, attraverso l’installazione di un dispositivo, monitora la percorrenza dei veicoli nei territori soggetti a limitazione) e ad ulteriori bandi per la sostituzione dei veicoli inquinanti e dei mezzi del trasporto pubblico locale. Le limitazioni strutturali saranno anticipate al 2023 per l’euro 5 diesel.

Per il riscaldamento domestico è stabilito il limite a 18 gradi per la temperatura media nelle abitazioni, esercizi commerciali, edifici pubblici ad eccezione delle strutture sanitarie e lo stop ai generatori di calore alimentati a biomassa legnosa che non siano almeno 5 stelle, in presenza di impianto di riscaldamento alternativo.

Per l’agricoltura c’è il divieto di distribuzione di fertilizzanti e correttivi contenenti azoto (salvo interramento immediato) e divieto di spandimento di letami o materiali assimilabili (salvo interramento immediato), oltre al divieto di abbruciamenti di materiale vegetale dal 15 settembre al 15 aprile su tutto il territorio del Piemonte.

A tutto questo, infine, si aggiunge il rafforzamento del sistema dei controlli. Queste nuove disposizioni si affiancano alle azioni già portate avanti dalla Regione, ed in particolare a quelle finalizzate a migliorare la governance sui controlli degli impianti termici, a incrementare i controlli sui combustibili a biomassa per il riscaldamento, e a quelle dirette all’incentivazione che hanno destinato, tra il 2019 e il 2020, oltre 9 milioni di euro per la sostituzione dei veicoli più inquinanti destinati a enti pubblici, imprese e privati. Tutti interventi già avviati, ai quali a breve se ne aggiungeranno altri, grazie a ulteriori contributi ai cittadini per la rottamazione delle stufe a biomassa e, con un investimento di 112 milioni di euro, per la sostituzione dei mezzi del trasporto pubblico locale su gomma.