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Lo sci non riparte, Prato Nevoso e Artesina su tutte le furie: “Vergogna, in Italia non c’è rispetto per chi lavora”

Gian Luca Oliva (Prato Nevoso Ski): "Modalità di comunicazione assurda, questa è pura follia". Paolo Palmieri (Artesina Spa): "Mi aspetto che qualche politico prenda in mano la situazione e si muova in modo deciso"

Nel tardo pomeriggio di oggi è arrivata l’ufficialità della proroga firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, alla chiusura degli impianti sciistici, proprio a poche ore di distanza da quel 15 febbraio che avrebbe invece dovuto segnare l’avvio della stagione sulla neve.

Le reazioni delle stazioni sciistiche non si sono fatte attendere. Gian Luca Oliva, volto della Prato Nevoso Ski, ha dichiarato: “Una modalità assurda di comunicare decisioni importanti come queste a poche ore dalla apertura. È una vergogna: questo è un Paese che non ha rispetto per chi lavora, per i cittadini e per tutto quel mondo che è legato alla montagna. Questa è pura follia”.

Gli ha fatto eco Paolo Palmieri, CEO di Artesina: “È da novembre che siamo pronti per aprire gli impianti della nostra stazione sciistica, non abbiamo messo nessuno dei nostri dipendenti in cassa integrazione e abbiamo aspettato fino al 7 gennaio. Poi ci è stato detto di aspettare fino al 18 gennaio, poi ci è stato detto di aspettare fino al 18 febbraio, poi finalmente il Cts ha approvato il protocollo dell’apertura impianti. Nonostante la stagione per noi fosse totalmente compromessa ci siamo organizzati per aprire tutti gli impianti, abbiamo fatto tutte le verifiche tecniche, abbiamo assunto personale, abbiamo fatto partire la vendita degli skipass online, abbiamo fatto pubblicità e comunicati stampa. Oggi, 14 febbraio, il Cts dichiara che non ci sono le condizioni per aprire le stazioni sciistiche e lascia la decisione alla politica”.

Si giunge così all’epilogo più temuto: “A 12 ore dall’apertura prevista degli impianti trapela che il Governo ha deciso di emettere un decreto per la chiusura al pubblico. Questo è poco serio e non rispetta il lavoro di un settore che occupa migliaia di persone. Chi prende queste decisioni si deve vergognare, perché non c’è nessun rispetto del lavoro degli altri. Inoltre, a oggi non c’è nessuna certezza di ristori che consentano di affrontare l’emergenza che si è creata a causa della mancata apertura. Mi aspetto che qualche politico prenda in mano la situazione e si muova in modo deciso per porre rimedio a queste dinamiche vergognose”.