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Europa Verde Cuneo sostiene la decisione della Valle Maira di chiudere le strade bianche al traffico veicolare

Il neonato gruppo politico cuneese si è dichiarato entusiasta riguardo alla decisione della comunità montana cuneese di proteggere la biodiversità montana rendendo esclusivamente pedonali o ciclabili la rete di strade bianche in quota. Una decisione in controtendenza rispetto alla maggior parte delle politiche regionali.

Pochi giorni fa il tessuto produttivo e commerciale della Valle Maira ha annunciato la volontà di mantenere la rete di strade bianche in quota percorribile solo al traffico pedonale, ciclistico e a cavallo. Una decisione controcorrente rispetto alle più frequenti normative (regionali e non) per il rilancio del comparto turistico attraverso scelte politiche che rischiano di compromettere l’ambiente montano e la sua biodiversità. In proposito di questa decisione si è espresso anche il “giovane” gruppo politico Europa Verde Cuneo, attraverso un lungo post su Facebook.

Condividiamo in toto il ragionamento ed i suoi presupposti, essendo perfettamente consci che esso si basa su dati oggettivi, sperimentati e rappresenta una misura concreta e territoriale importante del manifesto politico che ci ispira.

La scelta della Valle Maira si pone a gamba tesa in un contesto di programmazione regionale per il rilancio del comparto turistico che vede la maggioranza al lavoro per politiche completamente opposte, basate solo sulla monetizzazione del fragile ambiente montano (come gli abbonamenti onerosi per l’ingresso in fuoristrada, quad e enduro).

In più le chiusure degli impianti di risalita sciistici hanno suggerito all’amministrazione regionale di destra una strumentale proposta di modifica della normativa che regola il volo in montagna, compreso l’Eliski.

Oggi la legge vieta in generale tale pratica, aprendo spazi a deroghe localizzate e soprattutto che non confliggano con il regime di protezione ambientale di buona parte delle altitudini potenzialmente interessate a tale attività. L’attuale è una normativa basata sull’osservazione puntuale delle conseguenze del volo motorizzato montano ed elenca una serie di impatti spesso irreversibili.

Se non che la maggioranza in Regione immagina proposte di modifica che presuppongono una liberalizzazione dell’attività: un “mostro” legislativo che produrrebbe danni incalcolabili alla fitta rete di zone tutelate di cui il Piemonte è costellato.

Come Europa Verde Cuneo facciamo nostre le istanze dell’associazione internazionale Mountain Wilderness Italia, che da sempre fa informazione sul delicato tema e facciamo pure appello al tessuto economico ed alle amministrazioni delle valli cuneesi affinché giungano ad un ragionamento condiviso sull’inopportunità di una liberalizzazione allo scorrazzare di fuoristrada e mezzi motorizzati a danno del crescente afflusso di turismo verde e della meravigliosa biodiversità delle nostre montagne”.