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Chiusura impianti sciistici, sindaco di Roburent: “Speranza non ha rispettato la montagna”

Giulia Negri afferma: "Allo sci non è stata data neanche una possibilità. A tavolino, a Roma, si è deciso che l'apertura fosse pericolosa"

La mancata apertura degli impianti sciistici in Italia ha generato le reazioni furiose da parte di tutte le stazioni invernali e, giocoforza, dei Comuni alpini del nostro Paese.

Non fa eccezione, in tal senso, Roburent, il cui sindaco, Giulia Negri, ha dichiarato: “In qualità di primo cittadino non posso che accodarmi ai numerosi interventi di protesta contro la chiusura degli impianti di risalita disposta dal ministro Speranza nella serata di ieri, a poche ora dall’apertura al pubblico. Non condivido i modi e i tempi della comunicazione. Il ministro non ha rispettato la montagna. Non ha rispettato i suoi abitanti e i suoi lavoratori”.

Peraltro, sottolinea Negri,allo sci non è stata data neanche una possibilità. A tavolino, a Roma, si è deciso che l’apertura fosse pericolosa. E lo si è deciso dopo averci lasciato credere, fino all’ultimo momento, che avremmo potuto godere di un po’ di normalità e che le attività avrebbero potuto tirare un piccolo sospiro di sollievo, magari recuperando quel poco che avrebbe consentito loro di far fronte alle spese. E, invece, ancora una volta arriva un ‘no’ che non condivido e che rischia di segnare negativamente le sorti e la futura sopravvivenza del nostro paese. Oggi gli impianti di risalita del Comune di Roburent, gestiti dalla Robur Società Cooperativa, sono rimasti aperti per gli atleti. Personalmente li ringrazio. Perché la vera protesta è dimostrare che si può sciare in sicurezza”.