Crollo dei prezzi, agricoltura in ginocchio: l’allarme di Gioventù Nazionale

"Purtroppo, c'è stata una flessione in negativo di prezzi già bassi, dal latte alla carne e ai cereali, dovuti a consumi inferiori a causa della chiusura pressoché totale del settore della ristorazione. È inutile nasconderci: questi fattori hanno mandato in crisi molti produttori, soprattutto i più piccoli"

La pandemia di Coronavirus ha messo in ginocchio molti settori dell’economia nostrana, senza risparmiare, purtroppo, neppure il comparto agricolo.

Gioventù Nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, ha inteso in queste ore portare l’attenzione sulle gravissime difficoltà vissute dal mondo dell’agricoltura negli ultimi mesi. Certamente il primo lockdown ha destabilizzato tutti, ma, se da una parte il canale ristorazione-bar e ricezione turistica si è completamente fermato, dall’altra è vero che le vendite al dettaglio paiono aver subìto un notevole incremento, con la cittadinanza che, soprattutto nei momenti più concitati di inizio marzo, correva ad accaparrarsi beni di prima necessità facendone grandi scorte.

“Se però il primo periodo emergenziale ha certamente preso alla sprovvista l’intero Paese, lo stesso non si può dire di quanto accaduto negli ultimi mesi, che hanno visto il Piemonte trascorrere lunghe e interminabili settimane in zona rossa, replicando di fatto la situazione delle chiusure di marzo e aprile. La ristorazione è stata bloccata, fermando quindi le relative richieste dei prodotti del nostro territorio, ma al contempo la vendita al dettaglio non ha subìto alcun picco di crescita: i negozianti ormai ordinano piccoli quantitativi alla volta perché hanno grande timore nel fare grandi assortimenti. Regna l’incertezza. Ora, una delle sfide più grandi per chi lavora nel settore è garantire a tutti i dipendenti le massime condizioni di sicurezza nel lavoro”, dichiarano Emanuele Bossolasco e Alessandro Fusero, esponenti del circolo Gioventù Nazionale di Savigliano.

“Anche il settore agricolo ha avuto ingenti danni economici a causa di questo lunghissimo lockdown, sebbene certamente in misura inferiore rispetto ad altri settori colpiti molto più duramente. Purtroppo, c’è stata una flessione in negativo di prezzi già bassi, dal latte alla carne e ai cereali, dovuti a consumi inferiori a causa della chiusura pressoché totale del settore della ristorazione. È inutile nasconderci: questi fattori hanno mandato in crisi molti produttori, soprattutto i più piccoli”, asseriscono Antonio Quaranta e Federica Conte, esponenti di Gioventù Nazionale a Marene e Savigliano.

“Certo è che sarà fondamentale, nei prossimi mesi, non trascurare il settore agricolo, individuando dei piani di rilancio e di supporto che saranno di massima importanza per i nostri piccoli e medi imprenditori della provincia, che hanno da sempre rivestito un ruolo di massima importanza per l’economia del Piemonte”, conclude il coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, Alberto Deninotti.