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#attentialfagianodimonte: campagna per tutelare l’animale con l’aiuto degli scialpinisti

Le attività sportive invernali, in alcune zone del Parco, minacciano la sopravvivenza del fasianide

#attentialfagianodimonte è la campagna informativa che l’Ente Aree Protette Alpi Marittime avvia, in questo inizio 2021, sui propri canali di comunicazione per favorire una frequentazione della montagna invernale nel rispetto delle popolazioni di fagiano di monte, animale conosciuto anche con il nome di gallo forcello.

#attentialfagianodimonte _ cover campagna _ Illustrazione_ A. Segarra, su gentile concessione del Parc du Massif des Bauges#attentialfagianodimonte _ cover campagna _ Illustrazione_ A. Segarra, su gentile concessione del Parc du Massif des Bauges

Perché questa iniziativa? Perché il forcello, specie simbolo della fauna alpina, in molte zone è a rischio sopravvivenza. Tra le cause vi è l’impatto delle attività sportive invernali, che interferiscono sulle condizioni fisiologiche del fagiano di monte e, nel periodo primaverile, sulla sua riproduzione. Il problema, come è testimoniato da osservazioni dirette del personale di vigilanza e da studi scientifici, interessa anche alcune zone dei Parchi del Marguareis e delle Alpi Marittime.

Con la campagna #attentialfagianodimonte, l’Ente intende dare a ciaspolatori e scialpinisti alcune indicazioni per ridurre il proprio impatto durante le gite in montagna. Sono consigli validi in generale, ma che è importante vengano seguiti soprattutto in due aree particolarmente “sensibili”: Palanfrè, in Valle Vermenagna, e il Bosco delle Navette, in alta Val Tanaro. Si tratta di siti molto frequentati da parte degli amanti della montagna invernale, con presenze che si registrano ogni giorno della settimana, a volte anche nelle ore notturne, e sempre più spesso con cani al seguito, sebbene ciò sia espressamente vietato dal regolamento dell’Ente di gestione. Questa pressione sta minacciando la sopravvivenza delle popolazioni di fagiano di monte, fasianide che è negli elenchi delle specie prioritarie da tutelare nella Direttiva Uccelli dell’Unione Europea.

Tra i compiti primari di un parco c’è la conservazione della biodiversità, obiettivo sicuramente condiviso da quanti frequentano la montagna con passione autentica.

Per questo, pur sapendo che non è facile resistere alla tentazione di lasciare la propria firma sull’ultimo lembo di neve immacolata, le Aree Protette delle Alpi Marittime invitano tutti a prendere visione delle indicazioni contenute nelle bacheche alla partenza degli itinerari (in fase di allestimento), a seguire le tracce già esistenti e a evitare per quanto possibile le zone cespugliate e boscate, che rappresentano le aree di riposo e di rifugio della specie.

La campagna informativa #attentialfagianodimonte prende avvio con un video concesso in prestito dai «cugini» francesi del Parc du Massif des Bauges che è stato sottotitolato in italiano. Il racconto animato illustra come quella che per noi “umani” non è altro che un’allegra gita scialpinistica o una divertente escursione estiva possa rappresentare per il povero fagiano di monte un’invasione dei propri spazi con conseguenze potenzialmente molto gravi. Ed è questa eventualità che le Aree Protette Alpi Marittime vogliono evitare, grazie alla collaborazione di sciatori e ciaspolatori.

Ogni venerdì, dal 15 gennaio, e martedì sulle pagine Facebook e Instagram delle Aree Protette delle Alpi Marittime saranno pubblicati contenuti per conoscere meglio biologia ed etologia del fagiano di monte, insieme a consigli sui comportamenti da seguire per contribuire attivamente alla conservazione della specie.