Scuola e Coronavirus, il comitato PAS di Mondovì pensa al welfare generativo per il ritorno in sicurezza sui banchi

Screening massivo degli alunni, intervento sui trasporti attraverso il coinvolgimento delle aziende private, hotspot mobili: tante le proposte portate sul tavolo dell'amministrazione comunale da "Priorità alla Scuola"

“Priorità alla Scuola”. Con la “s” rigorosamente maiuscola, sì. Perché si tratta di un comitato nato in questi lunghi mesi pandemici a Mondovì per garantire il più possibile la didattica in presenza e che quest’oggi ha voluto fare sentire la propria voce nell’ennesimo incontro con i vertici dell’amministrazione comunale.

Un rendez-vous propositivo, però: sul tavolo sono state illustrate alcune proposte interessanti, di cui lo stesso assessore cittadino all’Istruzione, Luca Robaldo, ha ribadito l’importanza: “Quando c’è un’intraprendenza di questo tipo e una volontà costruttiva, è sempre un piacere, poiché nessuno è infallibile, noi meno di altri.

Le rappresentanti di Priorità alla Scuola (nota anche con l’acronimo PAS) hanno provveduto a “creare un progetto, una visione a lungo periodo per poter affrontare questa situazione”, presentando un documento ben dettagliato, “che parte dal presupposto di un welfare generativo che coinvolga la cittadinanza tutta. Ci sono bisogni che bisogna capire se sia possibile raggiungere non solamente con le forze istituzionali”.

Ad esempio, è stata individuata l’esigenza di uno screening massivo nelle scuole, come avvenuto a Firenze, che consentirebbe di individuare immediatamente le possibili positività tra gli alunni. Un’ipotesi che il team di epidemiologi a servizio della Regione Piemonte sta già vagliando.

Fra le altre possibilità suggerite, la reperibilità di un medico sul territorio (una sorta di hotspot mobile per una prima diagnosi dei casi sospetti), la possibilità di fare test rapidi e sierologici, l’introduzione della figura di uno psicologo a scuola per gestire gli stati d’ansia che si palesano all’insorgere dei primi sintomi, il coinvolgimento di enti, fondazioni, della Croce Rossa Italiana e della Caritas.

Non ultima, è stata rilevata la necessità di un intervento sui trasporti, attraverso il coinvolgimento delle aziende private. L’assessore Erika Chiecchio ha citato anche il Pedibus: “Potremmo fare una valutazione a gennaio, per capire se ripartire anche con il Pedibus. Dobbiamo confrontarci con i genitori volontari, adattandolo a un nuovo modo di camminare per la strada. Non dovremo né potremo più avere i bimbi schierati a coppie, a meno che non siano fratelli e sorelle, e dovremo ristudiare l’iniziativa sotto il profilo della sicurezza”.