“Io e lei: un chirurgo oncologo narra il suo viaggio nella malattia”, libro benefico del medico cuneese Davide Cassine

Storia vera di un medico affermato che si trova catapultato al di là della barricata. Nella ricerca della spiritualità trova la forza per andare avanti e vedere la vita e la morte con occhi diversi. I proventi dell'autore sono destinati ai missionari della Consolata e alla chiesa di San Pietro a Cherasco

“Un brillante chirurgo oncologo si trova all’improvviso catapultato al di là della barricata, colpito dalla malattia che ha sempre combattuto e che non gli lascia grandi speranze di sopravvivenza”. Da questa storia vera prende vita il libro “Io e lei. Storia di un medico e della sua malattia” (Lindau Editore), scritto, con una narrazione in prima persona, da Davide Cassine, chirurgo cuneese di 58 anni, che lavora presso la struttura complessa Maxi Emergenza 118 della Regione Piemonte.

Come si legge nella nota stampa di presentazione, “è il racconto di un addetto ai lavori che si scopre fragile e impreparato, un viaggio inquieto e profondamente umano, che parte dai ricordi dell’infanzia, della famiglia, della scuola, degli amici. Un tumore al rene destro, con ulteriori evoluzioni negative, lo spinge a ricercare un oltre, ad avvicinarsi agli studi sulle NDE (Near-Death Experiences), esperienze ai confini della morte oggi oggetto di indagine scientifica in in tutto il mondo. Trova, così, la forza di rialzarsi, andare avanti e la ricerca della spiritualità lo porta a conoscere una giornalista e scrittrice e alcuni sensitivi, grazie ai quali riesce a incontrare figure fondamentali della sua vita, in primis il padre”.

Non solo: “Anche l’avvento del Covid-19, con le solitudini e le complicazioni che crea soprattutto alle persone in una situazione di salute precaria, non lo getta nella disperazione. Davide ha capito che la malattia è come un viaggio, che lo porta a guardare alla sua vita con occhi diversi, a considerare la prospettiva della morte come un’occasione per ampliare la mente, conoscere persone nuove, percorrere sentieri mai visti prima, riflettere sul senso del cammino terreno, su come sia prezioso ogni minuto che resta da vivere”.

I proventi saranno destinati ai missionari della Consolata e alla chiesa di San Pietro a Cherasco.