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Chiusa Pesio, esaurite in poche ore le “Carta Regalo Valle Pesio” foto

"Alle 15:01 di oggi sono stati venduti tutti i 330 buoni disponibili". L'assessore Simone Giorgetti: "la dimostrazione che l'esperienza della grande distribuzione funziona ancora meglio se applicata su un 'sistema paese' in cui non si parla di clienti, ma di persone"

Chiusa Pesio. Sono state vendute tutte in poche ore le “Carta Regalo Valle Pesio” nate da un’iniziativa finanziata dal Comune di Chiusa di Pesio e gestita dall’Associazione Commercianti Il Mirabello, in collaborazione con l’ufficio turistico, che ha preso il via nei giorni scorsi, per incentivare i consumi e sostenere le famiglie in vista delle feste. La “Carta Regalo Valle Pesio” ha un valore di 30 euro ed è stata venduta a metà prezzo. La differenza è stata colmata dal Comune, con un fondo di 5 mila euro.

Le Carte Regalo che i fortunati si sono riusciti ad aggiudicare potranno essere spese entro il 31 marzo in tutte le attività che sono state penalizzate durante il lockdown (negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste) e tale scadenza sarà prolungata nel caso in cui dovessero essere imposte nuove chiusure.

“Alle 15:01 di oggi sono stati venduti tutti i 330 buoni disponibili” dichiarano Sara Alberione (responsabile Ufficio Turistico) e Barbara Audisio (presidente Associazione Commercianti Mirabello) riguardo a quella che il sindaco Claudio Baudino ha definito “un’iniziativa che possa offrire un aiuto concreto alle famiglie e alle tante attività che rendono vivo il nostro paese”. “Un modo per sentirci davvero più vicini e vivere la magia delle feste, nonostante tutto” aggiunge l’assessora alla Cultura Daniela Giordanengo.

“È tempo di acquistare i doni di Natale in Valle Pesio: con la Carta Regalo i vantaggi raddoppiano, si risparmia e si aiutano le attività danneggiate dalla pandemia” aveva dichiarato, presentando la carta, Simone Giorgetti, assessore al commercio che ha fortemente voluto l’iniziativa e che, contattato da Cuneo24, aggiunge: “ho ideato la carta  sulla base di quanto ho maturato in alcune mie esperienze professionali nell’ambito della GDO, ma devo dire che non ho mai visto un riscontro simile. Ciò dimostra che l’esperienza della grande distribuzione funziona ancora meglio se applicata su un ‘sistema paese’ nel quale non si parla di clienti, ma di persone”.