Piemonte in zona rossa, la Regione: “Sì agli spostamenti per l’approvvigionamento di legna”

Non solo gli orti: nonostante le restrizioni esistenti, i cittadini potranno esercitare attività di selvicoltura per autoconsumo

La Regione Piemonte ha chiarito sul proprio sito ufficiale un aspetto rimasto ancora oscuro dopo l’ultimo DPCM firmato dal premier Conte, ovvero quello connesso alla selvicoltura.

Come recita il portale del Governo, infatti, è consentito, anche al di fuori del Comune ovvero della Regione di residenza, lo svolgimento di attività lavorativa su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima o altra abitazione, in quanto la cura dei terreni ai fini di autoproduzione integra il presupposto delle esigenze lavorative, contemplato per le zone arancioni e rosse.

La coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo (quale ad esempio quella di raccolta delle olive, conferimento al frantoio e successiva spremitura) sono consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito”.

Alla luce di queste parole, la Regione Piemonte “reputa che l’interpretazione governativa sia applicabile anche alle attività selvicolturali, poiché classificabili come una forma di coltivazione del terreno. Considerate tali motivazioni, d’intesa con il Comando regionale dei carabinieri forestali e sulla base del DPCM del 3 novembre 2020, si ritiene che gli spostamenti sul territorio da parte di privati cittadini, finalizzati a eseguire interventi selvicolturali per l’approvvigionamento di legna per autoconsumo, siano consentiti.