Piemonte in zona arancione, assembramenti in centro a Torino

L'emergenza pandemica non è scomparsa magicamente da un giorno all'altro e il lieve allentamento delle misure restrittive non equivale a un "liberi tutti": eppure, nel capoluogo sabaudo, la situazione è già degenerata

Il Piemonte è in zona arancione da oggi, domenica 29 novembre. Per mutuare l’espressione utilizzata dal presidente regionale, Alberto Cirio, “una notizia positiva”, ma che in molti, anzi, in troppi hanno interpretato come un “liberi tutti”.

Lo riferisce l’ANSA, che spiega come sin dalle prime ore di questa mattina le vie del centro di Torino abbiano registrato un notevole flusso di persone, con lunghe code sui marciapiedi fuori dai negozi, senza il rispetto del metro di distanza interpersonale.

Assembramenti veri e propri, insomma, sui quali può avere inciso in parte anche la forte promozione di sconti da parte dei titolari degli esercizi commerciali nella settimana del Black Friday, ma che rimangono, comunque, ingiustificabili.

Il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, ha asserito Cirio, “è il frutto di tanti sacrifici dei piemontesi e del grande lavoro del nostro sistema sanitario. Questo è un passo importante, perché permette a molte nostre attività commerciali di riaprire già da questa domenica, ma che dobbiamo vivere con grande senso di responsabilità. Non possiamo sprecare questo grande sforzo, non possiamo permetterci di tornare indietro. La strada è quella giusta, continuiamo a percorrerla insieme con senso di responsabilità e prudenza”.

Un appello purtroppo caduto nel vuoto, a quanto pare.