Giuseppe De Rita (Censis) ai Dialoghi Eula Extra: “Gli italiani hanno obbedito al Governo per paura di morire”

Il presidente dell'istituto di ricerca socio-economica ha sottolineato: "Siamo stati e siamo tuttora sudditi durante la pandemia perché abbiamo temuto per la nostra vita"

Terzo appuntamento digitale a Villanova Mondovì con i Dialoghi Eula Extra, nuovo format del “festival della buona politica”, che quest’anno ha già coinvolto gli ex ministri Pier Carlo Padoan ed Enrico Giovannini.

Ospite d’eccezione il professor Giuseppe De Rita, presidente del Censis, istituto di ricerca socio-economica italiano, moderato per l’occasione da Davide Maria De Luca, giornalista del quotidiano “Domani”.

De Rita ha aperto il suo intervento sul Coronavirus sottolineando cheotto mesi di pandemia avrebbero fiaccato qualsiasi altro popolo, ma sorprendentemente gli italiani hanno reagito bene. In primavera eravamo impreparati, ma abbiamo superato brillantemente il lockdown. Oggi, tuttavia, viviamo una situazione analoga, mancano addirittura le siringhe per iniettare il vaccino quando arriverà. L’adattamento – si può dire – è stato il nostro mestiere, la nostra cultura interna, ma non possiamo nascondere la mancanza della capacità di prevedere, di programmare, di ideare, di pensare la pandemia. Basta pensare agli ultimi provvedimenti, relativi alle zone gialle, arancioni e rosse: noi rincorriamo il contagio”.

Quanto all’immunità di gregge, essa “arriverà, è normale, ma non si può fare un’immunità di gregge senza informazione precisa: o diventa un pericolo misterioso o una scappatoia per risolvere il problema”, mentre l’obbedienza del popolo italiano al Governo è da ricercarsi, secondo De Rita, nella “paura di morire” e nell’“abitudine a essere sudditi, più sviluppata rispetto ad altri Paesi”.

“Questa pandemia – ha aggiunto – è stata a forte tinta mediatica. Non sappiamo cosa resterà dopo tutto questo, ma di certo qualcosa cambierà: molti dipendenti resteranno per sempre in smart working, forse gli insegnanti continueranno a insegnare a distanza”.

Il calo dei consumi, inoltre, è stato tanto inevitabile quanto naturale: “Siamo ritornati ad essere un popolo di risparmiatori, perché in fondo lo siamo sempre stati. Il patrimonio ci dà sicurezza e oggi ci poniamo più domande prima di spendere: perché devo comprarmi una maglietta nuova, se intanto non posso uscire di casa e ne ho già altre nell’armadio?”.