Dopo Cirio, anche Appendino: “A fine mese il Piemonte sarà zona arancione”. Ma il Natale fa paura

Il sindaco di Torino: "Situazione ancora molto complessa, ma stiamo migliorando. Se il trend è questo, presto cambieremo colore". Preoccupazione per il 25 dicembre: "Se cala la prudenza, a gennaio avremo la terza ondata di contagi"

La parola d’ordine, ora più che mai, deve essere prudenza. Ne sono convinti Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Chiara Appendino, sindaco di Torino, intervenuti nella mattinata odierna su due diversi emittenti televisive.

“Alcuni indicatori stanno migliorando nella nostra regione, ma la situazione è ancora molto complessa, tant’è che, come previsto dalla definizione nazionale del metodo di indicatori, il trend deve essere stabilizzato per almeno 15 giorni per poter uscire dalla zona rossa – ha dichiarato a Rai News il primo cittadino del capoluogo sabaudo –. Speriamo che questo trend possa proseguire. Se tutto si conferma, per fine mese si dovrebbe poter rientrare in zona arancione”.

Anche Cirio, ai microfoni di Sky Tg24, ha parlato del 30 novembre come data di fine zona rossa per il Piemonte, aggiungendo però di essere preoccupato: “La mia paura è quella del Natale. Noi vogliamo vivere un Natale normale, ma, se immaginiamo di farlo come qualcuno ha vissuto le settimane dell’estate, a gennaio o febbraio avremo la terza ondata di contagi e ritorneremo in questa situazione. Non possiamo permettercelo”.