Peveragno, la transumanza nell’anno del Covid… e dell’alluvione foto

Anche per la famiglia di «margari» peveragnesi Bertaina la difficile stagione è finita con una alluvione a fine settembre

Più informazioni su

Peveragno. La famiglia di margari Bertaina, i figli di Francesco, «Cec ‘d Roc» (scomparso neppur ancor due anni fa), originari di Vernante, con cascina a Peveragno, al confine con Chiusa Pesio, e pascoli estivi sopra Limone Piemonte (Limonetto), in questo 2020 che sarà ricordato come «quello del COVID», ha abbandonato la attività «in quota», con la sua «mandria», per tornare nelle «stalle» invernali, un po’ prima del solito.

Generalmente i fratelli, ed in primis la sorella Margherita, attendevano sino a che la neve imbiancava le vette…   Un vecchio proverbio ricorda come sia destino che debba «piovere sempre sul bagnato»… Nei mesi della «pandemia» (che già aveva creato complicazioni «nella salita»), in questo inizio autunno di «contagi» che aumentano, sul Cuneese è arrivata anche la pioggia copiosa, diventata vera alluvione, con temporali incessanti e grande volume di acqua caduta, nella Valli Vermenagna e Tanaro, nelle Alpi Marittime…

Quindi, rispetto al solito, ma non a caso prima di un fine settimana di nuove precipitazioni, e di neve prevista già piuttosto «in basso» (come sarebbe in effetti successo nei giorni successivi), i fratelli (e soprattutto la primogenita Margherita, quella che più di tutti segue gli «alpeggi») hanno deciso di «muoversi» la sera di venerdì 9 (come la maggior parte dei loro «colleghi», le cui «bestie», ormai, tutte, si vedono a brucare l’ultima erba dei prati di pianura).

Tra «distanze» e « mascherine», i Bertaina hanno raccolto il solito gruppo di amici. Con le strade in pessime condizioni impensabile era far «salire» dei camion in Valle Vermenagna (come spesso fatto negli ultimi anni) e la «transumanza» è tornata tradizionale, impegnativa e difficile come non mai, con «passaggi» rischiosi per gli animali, specie all’inizio, percorso in strade notturne particolarmente deserte, con arrivo a Peveragno alle prime luci dell’alba di sabato 10, tutti piuttosto provati, ma soddisfatti…
Ma alla «conta» mancavano ancora animali…

Margherita, senza neppure concedersi qualche ora di riposo, è tornata in «Valle», a cercarli… In quei giorni di «giri» chiara le è apparsa la «devastazione», commenta: «Meno male che è capitato di autunno, un simile disastro estivo, con tanti villeggianti avrebbe voluto dire farci scappare dei morti…». Ci manda immagini eloquenti, di valloni sconvolti…
Il premio di tanto impegno è stata una nuova, più piccola, «mandria», portata il pianura, la sera di venerdì 16, dal solito «gruppo» affiatato…
La soddisfazione di Margherita è data anche dal «recupero» dei suoi «tesori», «amori», due vitellini giovanissimi, di poche settimane… Solo allora è riuscita a concedersi qualche ora di riposo, di sonno, nella mattinata di sabato 17…

Qualche mucca ancora manca, e, probabilmente, non si troverà più, forse morta, forse finita con altre «mandrie», ma poteva andare ben peggio, in questo anno particolarmente «bisesto e funesto»…

Gli ebrei erano popolo di «pastori» tra il Mediterraneo e la Mesopotamia (non a caso ne «La Bibbia», il loro testo sacro, Abele era pastore, Caino agricoltore)… Il loro Dio era visto come il «Buon Pastore», che lasciava le cento pecore al sicuro per cercare quella che si era «persa»… Avevano greggi di pecore e non «mandrie», ma anche i «margari» son pastori, e, quelli bravi, vanno a cercare i «dispersi», sino all’ultimo, dai tempi di Abramo…

Più informazioni su