Limone Piemonte, corsa contro il tempo per riaprire gli impianti. Il sindaco: “Nulla da fare per la seggiovia Pernante”

Il primo cittadino, Massimo Riberi, ha sottolineato il grande impegno da parte del Comune e della LIFT per poter inaugurare quanto prima la stagione sciistica: "Se non ce la dovessimo fare, saremmo costretti a chiudere baracca e burattini"

“Dobbiamo ripartire. La prima cosa da fare è rimettere in sicurezza e in funzione gli impianti di risalita, se non vogliamo chiudere per sempre baracca e burattini. La LIFT sta lavorando e io mi sto adoperando per emanare ordinanze contingibili e urgenti che consentano di svolgere interventi urgenti, inclusi quelli relativi alla telecabina Severino Bottero e alla seggiovia Cabanaira. Nulla da fare, invece, per la seggiovia Pernante.

Con queste parole il sindaco di Limone Piemonte, Massimo Riberi, ha annunciato a mezzo social la volontà (coniugata all’urgenza assoluta) di aiutare la “Perla delle Alpi Marittime” a farsi trovare pronta all’appuntamento con la stagione invernale, da cui ormai ci separano davvero pochissime settimane.

“Sono fiducioso e speranzoso di poter inaugurare presto la stagione sciistica – ha dichiarato il primo cittadino –. Dobbiamo lavorare e collaborare tutti insieme in questo momento particolare. Ho avuto grandi dimostrazioni di affetto, c’è grande coesione tra i limonesi. Solo restando uniti potremo superare questo periodo di difficoltà”.

Riberi ha poi ripercorso il dramma vissuto a inizio ottobre, quando l’alluvione ha investito Limone Piemonte: “Verso le 14 di venerdì 2 ottobre, vedendo che la pioggia continuava a scendere copiosa e ininterrottamente e osservando l’allerta arancione in essere, ho dato disposizione agli uffici tecnici e alla polizia locale di monitorare l’andamento dei torrenti, arrivando a predisporre due ore più tardi la chiusura di alcuni tratti di strada. Quando ho constatato che i corsi d’acqua erano prossimi all’esondazione, ho disposto la chiusura dell’intero territorio comunale e della statale 20 in accordo con l’ANAS. Abbiamo evitato una strage: se non avessi agito così, oggi piangeremmo persone che non ci sarebbero più.

Poi il paese è stato invaso dall’acqua, sono intervenuti i soccorritori (il gruppo AIB di Borgo San Dalmazzo è stato il primo a raggiungere Limone) e sono state evacuate 35 persone, poiché residenti in edifici ubicati troppo a ridosso dei torrenti.

“Una situazione apocalittica – ha asserito Riberi –. Per quattro giorni ho lavorato mattino, sera e notte con i vigili del fuoco per la messa in sicurezza di tutto ciò che si poteva salvare, dando incarico alle ditte specializzate di liberare il letto dei fiumi. Ora la situazione è nettamente migliorata e giovedì 22 ottobre il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza per le aree alluvionate: da adesso in poi potremo anche operare per la ricostruzione”.

Al momento, tuttavia i soldi stanziati per il Piemonte sono pochi: 15 milioni di euro a fronte delle esigenze di cinque province danneggiate, ma ci è stato assicurato che si tratta solo di una prima tranche di finanziamenti. Non appena la Regione ci dirà quanti ne spetteranno al Comune di Limone Piemonte, avvieremo la ricostruzione di carreggiate e scogliere a protezione dei torrenti”, ha concluso il sindaco.