Le orchidee spontanee della Provincia Granda

Scritto e illustrato da Fernando Morello e Renato Lombardo

È appena stato pubblicato il nuovo libro, che molti appassionati stavano aspettando, Le orchidee spontanee della Provincia Granda scritto e illustrato da Fernando Morello e Renato Lombardo.

Il volume di 508 pagine con 870 fotografie a colori è edito La Cevitou – Ecomuseo Terra del Castelmagno che lo distribuisce direttamente insieme agli autori (riferimenti in calce). Il prezzo di copertina è di 25 euro.

Le Alpi della nostra provincia e i territori collinari che precedono la pianura ci regalano uno hot spot di biodiversità vegetale di importanza internazionale. – Scrivono nella presentazione gli autori – Tra le specie botaniche spontanee che popolano il territorio della nostra provincia spiccano le orchidee, presenti con 74 specie, suddivise in 24 generi. A queste si aggiungono le numerose sottospecie, gli ibridi, le varianti cromatiche e le anomalie morfologiche (lusus).Piccole, talvolta quasi invisibili, fragili, precarie, esposte a ogni tipo di insulto, le orchidee spontanee crescono su suoli aridi di nessun valore o nelle penombre impraticabili del sottobosco. Se assumiamo le dimensioni fisiche come parametro imprescindibile di bellezza, allora per la maggior parte di loro non c’è storia.
Le orchidee non sono creature fatte a misura d’uomo. Il loro fiore è concepito a misura dell’insetto impollinatore che le visita in cerca di nettare. Bellezze a misura di insetto, dunque, e non certo di uomo. Per un fiore l’insetto è necessario e insostituibile. Noi, gli uomini, siamo gli intrusi, spesso dannosi e letali. Guardando da vicino un’orchidea si impara che piccolo può essere bello, anzi stupendo. È questa la lezione”
.

Il libro è un contributo alla documentazione e conoscenza del grande patrimonio naturale che si può osservare dalle Langhe alla pianura alle valli cuneesi. È anche, come spiegano Morelli e Lombardo nella presentazione, un invito a rispettarle, tutelarle e a mettere in atto azioni che contrastino la riduzione degli habitat per a causa dell’abbandono dei territori o l’introduzione di nuove colture agricole.

Fernando Morelli: fermopop@libero.it
Renato Lombardo: ren.lombardo@gmail.com,
Editore “La Cevitou”: ecomuseo@terradelcastelmagno.it