I commercianti albesi incontrano il sindaco: “Da noi non ci sono gli assembramenti di Milano e Torino” foto

Il grido d'allarme: "I sacrifici imprenditoriali rischiano di essere vanificati da una soluzione che penalizza pesantemente attività che continuano a operare in estrema sicurezza"

L’Associazione Commercianti Albesi ha ufficialmente richiesto interventi rapidi e concreti a favore del settore della ristorazione e del turismo, al fine di contrastare la situazione di estrema difficoltà che si è venuta a generare, dapprima con la condizione psicologica negativa legata all’impennata dei contagi, poi con le restrizioni degli orari imposti dal DPCM del 24 ottobre.

Quest’oggi, infatti, il presidente Giuliano Viglione, il direttore Fabrizio Pace, il responsabile marketing Marco Scuderi, il presidente del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero (Ferruccio Ribezzo), il consigliere comunale Mario Fugaro e i rappresentanti dei ristoratori (Marisa Gallina), dei pubblici esercizi (Mariuccia Assola) e delle pizzerie (Felice Imperato) hanno incontrato il sindaco, Carlo Bo, presso il palazzo municipale.

“Gli intervenuti – si legge nella nota diramata – hanno evidenziato le profonde difficoltà che le aziende del settore stanno attraversando, dopo aver investito ingenti risorse in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti, misure di sicurezza e riduzione dei coperti. Sacrifici che rischiano di essere vanificati da una soluzione che penalizza pesantemente attività che continuano a operare in estrema sicurezza, con il risultato inevitabile di indurre alcune realtà a un possibile ridimensionamento e la perdita di migliaia di posti di lavoro”.

Il presidente dell’A.C.A., Giuliano Viglione, ha asserito: La condizione in cui operano le attività del nostro territorio si discosta profondamente dagli assembramenti che possono venirsi a creare in altre zone d’Italia, come i Navigli a Milano e i Murazzi a Torino. Gli interventi economici prospettati non possono certo compensare il danno economico all’intero comparto turistico, ma anche a tutto l’indotto commerciale, che le chiusure disposte dagli ultimi interventi normativi hanno imposto”.