Calenda presenta il suo nuovo libro a Cuneo: “I mostri siamo noi” foto

Presenti anche Enrico Costa e Beppe Ghisolfi. "Abbiamo rinunciato alle competenze dei nostri rappresentanti, ora vogliamo qualcuno che dica le cose che vogliamo sentirci dire", così commenta il leader del partito Azione.

Cuneo. Tutto esaurito per la presentazione dell’ultimo libro di Carlo Calenda “I mostri” a Cuneo, in piazza Virginio: un evento organizzato in totale sicureza e con il  massimo rispetto delle norme vigenti. All’incontro hanno partecipato anche il deputato Enrico Costa e il banchiere europeo Beppe Ghisolfi come moderatore

Calenda, leader del partito Azione, si è presentato di fronte ad una piazza gremita e silenziosa, in ascolto.

“I Mostri non sono i politici – commenta il leader  – ma siamo noi nel momento in cui li eleggiamo. Abbiamo rinunciato alla professionalità dei nostri rappresentanti, non ci interessa più la loro competenza ma il loro essere come noi. Purtroppo non crediamo più che la politica sia in grado di far funzionare una cosa”

Non sono mancati gli attacchi politici nei confronti degli altri leader:

Giorgia Meloni è un chiaro esempio di Politica ego: non ha mai, mai! una parola per risolvere i problemi. Una volta si sceglieva la competenza, si sceglievano persone informate, capaci di ottenere risultati… Ora vogliamo leader che dicano le cose uguali a come le pensiamo noi. Se dicono qualcosa di diverso pensiamo “ma chi è questo?” Facciamo questo ragionamento al tal punto da dimenticarci che Matteo Salvini fino a qualche anno fa urlava “No Euro”

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Chiari anche i riferimenti economici e numerici:

“Sempre Salvini, sul tema migranti, parla di rimpatri. Ma non sa che un rimpatrio costa dai 10 ai 20 mila euro per persona. Io sono per i rimpatri volontari: per questa tipologia la spesa è di circa 3 mila euro a migrante. Ma sono sicuro che, se fosse in vigore, mi verrebbe detto “paghiamo 3 mila euro per mandarli via” senza sapere che costerebbe molto di più il sistema alternativo.
Quello che voglio dire è che quando far politica significa non far vincere l’avversario, qualcosa non funziona”.

“Se crediamo di fare politica senza i numeri, ecco questa non è politica”

Sono stati numerosi gli interventi a fine presentazione di giovani, con domande e preoccupazioni: una per tutte lo stare in Italia o andare all’estero: “Le faccio questa domanda con il cuore in mano, perché dovremmo tornare?” Il leader: “io sono stato il primo ad andare all’estero per lavoro, a Londra, ma bisogna credere nel nostro Paese: in Germania, per esempio, ci stimano e ci cercano. Dobbiamo saper far stare in Italia i giovani”.