Alessandro Invernizzi, uomo positivo e felice

Lascia un segno importante tra tutte le persone che lo hanno conosciuto andando oltre ai successi come imprenditore

Alessandro Invernizzi era un uomo positivo, felice, tanto da aver fondato i Feliciani, gli “estremisti della felicità” e lo ha fatto mentre era malato di leucemia, che gli è stata compagna di viaggio dal 2009 e da allora per lui è iniziata una battaglia senza quartiere che, purtroppo, ha avuto l’esito infelice di far chiudere una vita così piena a soli 49 anni. Ho avuto il privilegio di conoscerlo personalmente e di apprezzarne le doti umane, prima ancor a che di imprenditore.

Nei mesi della sua lunga malattia ne ho seguito i pensieri sulle pagine del suo blog e su Facebook. Ogni volta mi stupivo per la serenità con la quale scriveva, per l’amore per la vita che traspariva da ogni sua parola. Ed era così già prima della leucemia, la malattia gli ha solo dato nuove certezze e stimoli.

Lascia un segno importante tra tutte le persone che lo hanno conosciuto andando oltre ai successi come imprenditore. Quelli che contano sono soprattutto i successi che ha inanellato, uno dopo l’altro, con il suo esempio, con la sua serenità, con la sua voglia di fare del bene agli altri, anche quando molti di noi, io per primo, saremmo chiusi in noi stessi a compatirci e ad avere paura del passo che ci porterà oltre l’ignoto.

Sono sicuro che quello che vorrebbe il caro Alessandro è un ricordo lieve, fatto di sorrisi, di condivisione del suo pensiero, di voglia di mettersi ancora una volta in gioco per sfruttare ogni piccolo secondo che la vita ci concede e questo non per noi, non per lui, ma per gli altri, a cui affida un segnale di speranza.

E allora grazie Alessandro, ci hai insegnato tanto e adesso goditi il dopo, quell’incognito spazio che ora stai esplorando e nel quale, ogni volta che alzeremo lo sguardo verso il cielo ti ritroveremo