Le terme cuneesi pronte a ripartire

Tra mille difficoltà dovute al doversi adeguare alle norme anti covid-19, anche le terme della nostra provincia sono pronte a ripartire

Anche per le terme piemontesi la ripartenza non è agevole a causa delle regole da rispettare per evitare che il coronavirus torni a essere un incubo. Regole sacrosante ma spesso anche contraddittorie, che non sempre aiutano chi desidera mettersi alle spalle l’emergenza con i suoi risvolti economici negativi.

In vasca su prenotazione,fanghi sì, ma niente inalazioni, ingressi contingentati, rispetto delle distanze tra le persone che nelle vasche e nelle piscine sarà di almeno mezzo metro, sanificazione continua di tutti i punti di contatto e dei locali. Trattamenti anche per l’aria che potrà essere ripulita utilizzando lampade Uvc, mentre per l’acqua si provvederà con la clorazione. Regole diverse anche per i massaggi, con cabine che verranno sanificate dopo ogni trattamento.

Queste le misure che verranno adottate per consentire il riavvio delle attività, anche se il pessimismo tra gli addetti al settore dilaga tanto che molti considerano il 2020 un anno perso, vista la situazione generale e anche le spese che si devono affrontare per rispettare le regole, spese che arrivano dopo mesi di chiusura corrispondenti a zero incassi.

Per quanto riguarda la nostra provincia, le Terme di Valdieri riapriranno al pubblico il primo luglio con regole ben precise. Anche qui  ci si potrà immergere nelle acque ma su prenotazione, e vengono  garantiti quattro metri quadrati per persona. La sanificazione è d’obbligo dopo ogni trattamento e sono permessi quelli con le alghe ma non le grotte sudatorie naturali. Per quanto riguarda il ristorante, è aperto, anche se in misura ridotta.
Anche le Terme di Lurisia si sono poste l’obiettivo della riapertura il 1° luglio. Al momento la struttura non ha ricevuto prenotazioni e questo dato contrasta fortemente con le presenze normalmente registrate, mille nei mesi di luglio e agosto con 6mila persone all’anno che raggiungevano Lurisia da Liguria, Lombardia e Francia. Inutile sottolineare la perdita economica che verrà registrata essendo mancata finora tutta una serie di servizi, comprese le circa 100mila prestazioni mediche e le 300 inalazioni giornaliere effettuate