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Venerdì al Teatro Civico di Busca il docu-film ‘Pedalata tra le aquile. La traversata delle Alpi in bicicletta’

Si tratta del documentario del cuneese che ha percorso 2.200 chilometri fra paesaggi spettacolari, scalato 55 passi alpini con 68.000 metri di dislivello in salita, partendo da Trieste e arrivando al Principato di Monaco.

Busca. Venerdì 24 gennaio alle ore 21 al Teatro Civico, con entrata libera,  sarà proiettato il film “Pedalata tra le aquile. La traversata delle Alpi in bicicletta” di Giovanni Panzera. Si tratta del documentario del cuneese che ha percorso 2.200 chilometri fra paesaggi spettacolari, scalato 55 passi alpini con 68.000 metri di dislivello in salita, partendo da Trieste e arrivando al Principato di Monaco. L’evento ha il patrocinio della Città di Busca e del Club Alpino Italiano, sottosezione di Busca.

Il docu-film farà ammirare al pubblico il fantastico percorso che va dal mare Adriatico al mar Mediterraneo, dai confini con la Slovenia, alle Alpi Orientali, alle Prealpi venete, all’aria rarefatta dei meravigliosi passi dolomitici, agli imperdibili percorsi d’alta quota della Svizzera, della Valle d’Aosta e della Francia sulle strade più alte d’Europa, per terminare con gli storici valichi delle Alpi del Mediterraneo tra Piemonte e Liguria.

“Invitiamo il pubblico buschese – dice l’assessore allo Sport Diego Bressi – a venire a vedere un filmato davvero emozionante, che diffonde il piacere di un turismo green, verso il quale anche la nostra città è impegnata con investimenti e promozioni come il tratto della ciclovia Eurovelo8, i percorsi collinari, il progetto della ciclopedonale Busca-Dronero”.

“E’ stata l’occasione – ha avuto modo di spiegare l’autore del documentario che sarà al Teatro Civico venerdì  -. di scoprire l’arco alpino da un punto di vista diverso, quello del viaggiatore lento, un viaggiatore green, che non inquina, non fa rumore, ma entra in sintonia con la natura, la storia, le tradizioni e la gente che vive sulle Alpi in una delle zone turistiche più importanti al mondo. Attraverso le emozioni e la semplicità dei gesti dettati da ritmi lenti, questa lunga e impegnativa traversata è stata effettuata in autonomia trasportando tutto il materiale (tenda, materiale da campeggio, abbigliamento attrezzatura video-fotografica ecc.) all’interno di un carrello al fine di poter affrontare gli oltre 2200 km con la massima libertà e autonomia per valorizzare maggiormente il percorso e l’ambiente dove le cime fanno da cornice alle storie dei popoli di montagna a pieno contatto con la natura”.