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Aumenta il fondo per l’edilizia sanitaria

Dei due miliardi del fondo per l’edilizia sanitaria previsti in ambito nazionale annunciati dal ministro della Salute, 150 milioni circa dovrebbero arrivare in Piemonte portando a 400 milioni il fondo 2020. E a Cuneo si potrà pensare alla costruzione di un nuovo ospedale.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato ieri in Parlamento l’aumento di due miliardi del fondo per l’edilizia sanitaria, provvedimento che, rimasto invariato tra quanto previsto dal Def a quanto stabilito nella manovra, produrrà per la nostra regione un aumento di poco meno di 150 milioni, cifra che porterebbe il fondo 2020 per il Piemonte ad attestarsi attorno ai 400 milioni.

“Una buona boccata d’ossigeno” ammette l’assessore Luigi Icardi che in veste di coordinatore in Conferenza delle Regioni ha seguito l’iter con il ministero e che su come intervenire di fronte a strutture che mostrano i segni del tempo ha le idee chiare: “Quando si fanno i conti, si capisce che è meglio costruire da zero piuttosto che imbarcarsi in lavori che molte volte tamponano senza risolvere il problema e alla fine costano di più”. Perché la necessità del Piemonte è infatti quella di avere ospedali nuovi, dal momento che molti di quelli attualmente operativi presentano due aspetti negativi: la minor sicurezza e il maggior costo di gestione rispetto a edifici costruiti di sana pianta.

Questa è una situazione già assodata da tempo dalla Regione che adesso, in virtù dell’aumento del fondo destinato all’edilizia sanitaria, può davvero programmare degli interventi mirati.

E interventi mirati dovrebbero riguardare l’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo e quello di Alessandria a riguardo dei quali l’assessore Icardi aggiunge: “Servono ospedali nuovi. Difficile immaginare interventi sulle strutture esistenti. Meglio due nuovi ospedali. Se il Maggiore della Carità è vecchio, non che quello di Cuneo e quello di Alessandria stiano meglio”.

Il piano di rientro in ambito sanitario aveva attribuito all’esecutivo regionale il potere decisionale sull’edilizia sanitaria, competenza che adesso, essendo usciti dal piano, è tornata in capo all’assemblea di Palazzo Lascaris. “Noi illustreremo quelle che sono le priorità emerse dalle valutazioni e faremo una nostra proposta. La valutazione e le indicazioni – ha concluso l’assessore Icardi – riguardano tutte le strutture dalla più grande alla più piccola”.

Con i 150 milioni in più diventerà più facile dare risposta alle esigenze maturate sul territorio regionale. D’altra parte, la lista degli ospedali da sostituire con nuove strutture è pronta da tempo mentre le priorità verranno indicate nei prossimi mesi dalla Giunta al Consiglio regionale.