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Manca internet, ci sta pensando la Regione

In molte aree della provincia di Cuneo manca il segnale necessario a far funzionare la tecnologia dell’informazione, ma il piano della regione per le infrastrutture digitali sta procedendo per abbattere il digital divide

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Mentre la fatturazione elettronica, di recente introduzione e grandemente contestata da associazioni dei commercianti e da molti enti, sta facendo fatica a trovare applicazione in tanti centri della provincia di Cuneo, specie nei territori montani, dove molto spesso non è presente il segnale internet, continua l’attività della Regione per combattere contro il divario digitale, la differenza esistente, cioè, tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione come personal computer e internet e chi ne è escluso, parzialmente o totalmente, spesso a causa della qualità delle infrastrutture.

Sono infatti 223 i cantieri aperti per la posa della banda ultra larga (Bul) in fibra e 78 per onde radio in Piemonte secondo gli ultimi dati presentati relativamente al piano per l’infrastrutturazione digitale in Regione, diffusi il 1° ottobre dall’assessore all’Innovazione Matteo Marnati.

L’agenda digitale della Regione Piemonte procede spedita con il piano di finanziamenti previsto dal Programma operativo regionale (Por), del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) Por 2014-2020. Si registra l’implementazione dello Spid, il Sistema pubblico di identità digitale, che ha una dote finanziaria di 1 milione e 620 mila euro; la realizzazione del Polo regionale dei pagamenti (PagoPa) Piemonte pay, integrato con la piattaforma nazionale, al fine di offrire ai cittadini il Fascicolo del contribuente, con dotazione di 2 milioni 880 mila euro.

Da segnalare anche il fascicolo sanitario elettronico e i relativi servizi online: informatizzazione dell’area clinico-sanitaria, dematerializzazione dei documenti, accessibilità, ritiro referti online o cambio medico, con 17 milioni e 900 mila euro a disposizione; i servizi per l’agricoltura digitale attraverso il Siap, sistema informativo agricolo piemontese, con 1 milione 800 mila euro; il supporto agli enti intermediati dalla Regione Piemonte aderenti a Piemonte pay per 1 milione e 500 mila euro. C’è poi il “Bip 4 Maas”, biglietto integrato piemonte per Mobility as a service, ovvero l’accesso tramite smartphone ai servizi di mobilità, per 950 mila euro.

E ancora, la dematerializzazione dei procedimenti territoriali, come ad esempio delle concessioni e delle riscossioni dei canoni del demanio idrico, della rilevazione delle istanze per la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso, con 700 mila euro disponibili; il cloud computing per la Pa piemontese, per 5 milioni di euro, e la valorizzazione dei dati pubblici attraverso gli open data, con una dotazione di 4 milioni 100 mila euro.

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