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Il Vescovo di Cuneo, Delbosco, da Gerusalemme: “Siate promotori di pace e fatevi servi. Gesù ci insegna questo” foto

Cinquanta giovani in Terrasanta sulle tracce di Gesù per scoprire i luoghi in cui è nato il Signore. Con loro anche Don Carlo, Don Ocio e il Vescovo di Cuneo, Mons. Piero DelBosco.

Cuneo. Una cinquantina di giovani cuneesi si sono recati in Terra Santa dal 2 all’11 agosto per vedere i luoghi di Gesù, con l’esperta guida del Vescovo di Cuneo, Mons. Piero Delbosco.

Il viaggio è stato organizzato dalla Pastorale Giovanile, coordinato da Don Carlo Occelli (Ocio). I ragazzi hanno assistito a dibattiti sulla questione Israelo-palestinese e hanno visitato diversi luoghi cristiani, tra cui Nazareth, il Monte Tabor, Magdala, il lago di Tiberiade,Tabga, Cafarnao, Gerico, Ramallah, Gerusalemme e Betlemme.

E’ stata ripercorsa la vita di Gesù a partire dal “Sì”di Maria nella Chiesa dell’Annunciazione (Nazareth) fino ad arrivare alla resurrezione, quindi al Santo Sepolcro in Gerusalemme. Il viaggio è stato impostato come pellegrinaggio, con tratti di camminata, proprio come dal titolo: “Sulle sue tracce”.

Ad ogni tappa è stato analizzato il Vangelo, grazie all’esperienza teologia e storica  del Vescovo della diocesi di Cuneo, mons.Piero DelBosco (30 anni di guida in Terra Santa), il quale ha parlato molto ai giovani prendendo come esempio l’operato di Gesù e invitando a costruire un futuro di pace: “Abbiamo assistito ad alcune testimonianze cristiane in Terrasanta – commenta DelBosco – e ci siamo resi conto che il Cristiano vero è sempre invitato a perdonare il prossimo e farsi servo. Gesù ci insegna che dobbiamo distinguerci facendo delle opere di carità nei confronti di tutti gli uomini, senza nessuna distinzione”.

Il viaggio è stato itinerante anche per via degli incontri locali, con sacerdoti cristiani che tutti i giorni lottano per un futuro migliore, a partire dalla pace ancora lontana  tra israeliani e palestinesi. E’ il caso di Jamal Daibes, direttore generale delle scuole del Patriorato e docente universitario, che ha raccontato ai pellegrini le difficoltà dei palestinesi: “Qui siamo pochi cristiani (2%, ndr) ma non siamo una minoranza, cerchiamo di inserire anche i musulmani nelle nostre attività, non facciamo distinzione. La situazione politica è abbastanza critica, si punta sempre all’odio, utilizzando come scusa l’idea di sicurezza pubblica. In questa terra, oltre a problemi politici, ci sono anche discordie tra religioni… La Bibbia è stata utilizzata troppe volte per giustificare la violenza contro i Palestinesi”.

Della stessa idea è anche Padre David Neuhaus, responsabile della comunità Ebreo-Cristiana di Gerusalemme: “Davanti alla sicurezza dell’aeroporto, un palestinese impiega circa un’ora e mezza in più per i controlli rispetto ad un israeliano. Il tutto perchè la politica sta improntando un’idea di odio verso il prossimo. Il nostro compito da cristiani è quello di combatterlo e dimostrare i nostri veri valori, a partire dal perdono”.

I giovani pellegrini sono stati molto soddisfatti di questo viaggio formativo e del rapporto che si è instaurato, “come una bolla dove tutti noi rientravamo, senza pregiudizi e senza differenze. Eravamo noi stessi”, commenta un ragazzo.

La messa finale, celebrata domenica 11 agosto nella Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, Don Carlo Occelli ha inoltrato l’invito a farsi portatori di pace: “siate cristiani non solo in Chiesa ma soprattutto nella vostra vita di tutti i giorni. E’ questa la vera scommessa. Portate l’idea di pace in tutto il mondo, specialmente in questo periodo storico”.