Don Ocio: “la messa senza amore sarebbe una farsa” foto

Circa 1500 fedeli a Boves per la Messa Rock, la funzione più attesa dell'anno. Don Carlo Occelli ha esordito con un'omelia sul valore dell'amore e sul comandamento nuovo: "amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi".

Boves. Circa 1500 fedeli si sono riuniti ieri (sabato 19 maggio) alla messa Rock nel palazzetto dello sport, il consueto appuntamento organizzato dalla Pastorale Giovanile che unisce giovani e adulti in una funzione caratterizzata dai canti di genere rock.

Don Carlo Occelli (Ocio, per tutti) ha esordito con un’omelia carica di pathos sull’amore: “Tutto il mondo si è fermato quando Gesù è morto. La gente pensava che, sottraendo la vita ad un uomo, si potesse così fermare anche l’amore che ha portato con se. Invece no. Dopo la morte qualcosa si è mosso: qualcuno ha deciso che l’amore non finisce con la fine di una vita. Va portato avanti. E noi ne siamo il frutto.

Troppe volte siamo fermi, stanchi dei mille problemi, tutto ci attanaglia… Ma ciò che ci deve spingere a mettere giù dal letto il primo piede è l’amore. Anche la messa sarebbe una farsa se non fosse vissuta con amore. Dante, un po’ di tempo fa, scrisse l’amore che move il sole e l’altre stelle“.

La funzione, accompagnata da un coro di circa 150 giovani, è stata caratterizzata da un silenzio pregnante, ricco di riflessione e meditazione. Sono stati anche ricordati i due sacerdoti bovesani morti vittime dei nazisti il 19 settembre 1943, don Giuseppe Bernardi e don Mario che hanno predicato fino all’ultimo minuto di vita.

Successivamente è stata distribuita la cena ai partecipanti e c’è stato il concerto del gruppo occitano “Lou Tapage”.