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Anche da Cuneo si protesta contro i taglio dei posti letto al Regina Margherita di Torino foto

Al sit-in promosso dall'associazione Piemonte nel cuore era presente anche il sindaco di Rifreddo Cesare Cavallo

Torino.  Non solo il completamento dell’autostrada Cuneo-Asti e Tav mobilitano cittadini ed amministratori .

Uno dei temi caldi in questo periodo è, infatti, quello dell’intervento che la Giunta regionale ha previsto per l’ospedale pediatrico Regina Margerità di Torino che verrebbe ricollocato all’interno della Città della salute. Un decisione che prevede un consistente taglio di posti letto che ha scatenato una vera è propria reazione popolare con una petizione che ha ragguinto in brevissimo tempo numeri considerevoli ed anche la presa di posizione di diverse forze politiche che via via stanno organizzando momenti di incontro per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

Tra questi momenti va citato quello di sabato mattina dove la neonata associazione Piemonte nel cuore ha chiamato a raccolta amministratori, maestranze dell’ospedale e semplici cittadini ed anche raccolto un bel numero di firme. Tra gli amministratori presenti anche alcuni cuneesi tra cui il sindaco Cesare Cavallo che ci ha spiegato le motivazioni che stanno alla base del suo intervento in terra torinese. “La questione legata all’ospedale Regina Margherita – ha dichiarato il primo cittadino di Rifreddo – non è solo un problema torinese ma riguarda tutto il piemonte ed in particolare il sud dello stesso.

Infatti l’ospedale è un punto di riferimento pediatrico per molte famiglie del cuneese (tra cui anche la mia) che hanno potuto in questi anni constatarne l’importanza qunado ne hanno avuto bisogno. Ho quindi ritenuto necessario partecipare ad un momento di sensibilizzazione sul suo futuro ed in particolare sul fatto che occorre avere certezze su come lo stesso verrà integrato nella nuova Città della salute.

Dalle informazioni che si hanno, infatti, non convince il massiccio taglio dei posti letto e soprattutto mancano certezze su come gli stessi verranno ricollocati all’interno della Città della Salute quelli rimanenti. Speriamo che, anche grazie a queste nostre prese di posizione, la situazione si chiarisca il più in fretta possibile la questione perché lo dobbiamo alle famiglie e ai bambini piemontesi”.