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Eros Pessina: imprenditore, docente, autore, futuro candidato sindaco

La Pessina Segnaletica di Busca riconosciuta dalla Camera di Commercio di Cuneo come azienda più longeva con i suoi 123 anni di attività il prossimo 8 dicembre a Boves. Conosciamo l’azienda e il suo titolare, buschese decisamente poliedrico

Busca. Tra i 150 riconoscimenti che saranno consegnati dalla camera di Commercio di Cuneo, il prossimo sabato 8 dicembre, in occasione della 66^edizione della Fedeltà al lavoro e progresso economico, che si svolgerà nel Palazzetto polivalente “Carlo Giraudo” di Boves ci sarà anche la Pessina Segnaletica di Busca che con il suo esempio di una vita dedicata al lavoro, 123 anni dalla fondazione, ha contribuito con l’impegno costante alla crescita dell’economia locale. Abbiamo incontrato Eros Pessina per farci raccontare la storia dell’azienda e conoscerlo sotto più punti di vista.

Un bel riconoscimento quello che riceverete il prossimo 8 dicembre.
Sì saremo premiati come azienda più longeva. E’ infatti nata nel 1895, fondatore il mio bisnonno Giovanni Pessina, milanese emigrato ad Alba. Oggi svolgo la mia attività di imprenditore nel campo della segnaletica stradale che dirigo, in seguito alla morte di mio padre, con mia madre, alla quale si è aggiunta poi mia moglie Nadia. Oggi produciamo segnali stradali in acciaio, alluminio e legno, certificati CE dai laboratori di stato italiani, francesi ed europei; inoltre nei periodi estivi eseguiamo lavori di segnaletica orizzontale. Lavoriamo esclusivamente per Enti Pubblici, ANAS, Regioni, Province e Comuni”.

Sappiamo che questo non è l’unico impegno che porta avanti.
“Siete bene informati. Sono vice presidente dell’AISES (Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza) a Roma e Componente Esperto del CEN di Bruxelles (European Committee for Standardization) per il triennio 2018 al 2020, incarico da svolgere a Milano, Roma, Berlino e Parigi. Il mio incarico al CEN è quello di Membro esperto in rappresentanza dell’Italia, nel mio settore. E’ un lavoro che dona soddisfazione ed amplia l’esperienza dell’apprendimento della macchina legislativa e tecnica comunitaria. Adoro anche scrivere racconti, poesie, libri di storia, (tra cui il penultimo su Antonio Giolitti, apprezzato anche dal Presidente Mattarella e dalla Presidente Boldrini). Un anno fa ho scritto un volume destinato soprattutto ai giovani ed agli amanti della scienza storica e, sempre nel 2017, ho ricevuto al Salone del Libro di Torino il Premio “Autore dell’anno 2017”. A volte, le poesie più belle diventano delle canzoni e mi diletto a creare le melodie e poi anche a cantarle. Penso che la creatività e l’arte siano mezzi di espressione profondi della nostra personalità e che il mondo sarebbe migliore se la creatività sostituisse l’ipocrisia e lo schematismo mentale in molti ambiti della struttura organizzativa umana. Attualmente sono anche Consigliere dell’“Associazione Mario Riu” per la fratellanza fra i popoli e, da circa venticinque anni, componente della Commissione Edilizia del Comune di Busca (Vice Presidente dopo dieci anni di Presidenza).”

Come riesce a conciliare tutti gli impegno con la famiglia?
La mia priorità indubbiamente è rivolta alla famiglia ed al lavoro. Diciamo che questi incarichi istituzionali sono complementari con il lavoro, perché consentono di perfezionarmi e conoscere persone che in altri parti dell’Europa e del mondo affrontano problemi simili ai miei. Sono sempre supportato ovviamente anche dalla mia famiglia, da mia moglie Nadia, i miei figli Samuele e Giovanni e da mia madre Eralda che, insieme a Nadia, si occupano anche attivamente dell’azienda di famiglia.”

Ha ricordi delle sue prime esperienze?
Vi racconto questa che risale a circa venti anni fa, l’allora Presidente AISES mi portava in visita ai Ministeri per farmi conoscere i dirigenti coi quali avrei poi colloquiato negli anni successivi, per farmi respirare quell’ambiente che per me, giovane laureato di provincia, era molto lontano ed a volte persino ostile. Ricordo una mattina all’ex Ministero dei Lavori Pubblici, dove salivamo insieme l’ascensore io ed il nuovo Ministro Antonio Di Pietro, l’ex Magistrato di “mani pulite”. Ci salutammo, emozionati entrambi, era per tutti e due il primo giorno di “scuola ministeriale”. E da lì i Ministeri li ho girati tutti ed ho imparato pian piano a convivere e ad immergermi in un “mondo romano” unico e particolare. Sempre nei primi anni romani, la nostra Presidente mi aveva mandato ad interloquire con l’artista Oliviero Toscani, il quale si era promosso di realizzare il simbolo di in una neonata associazione per le vittime della strada. Quando ora come allora sono a Roma, soggiorno in Vaticano in una struttura del Seminario Minore. Quella mattina arrivai in ritardo all’appuntamento e spiegai candidamente che la messa e la relativa colazione successiva era stata posticipata. Forse anche da questa cosa, che sembrò inizialmente strana all’artista, nacque la sua idea di un simbolo formato da una strada in prospettiva, nella quale i tratteggi della linea di mezzeria venivano sostituiti da tante piccole croci, in onore alle vittime della strada!”

Abbiamo saputo anche della sua decisione di candidarsi come sindaco di Busca alle prossime comunali.
Mi sono laureato da giovane in Scienze Politiche e dunque la politica è sempre stata la mia passione. Ho così deciso di scendere in campo per il mio Comune di Busca;al fine di poter riavvicinare i cittadini alla politica e non lasciare la visione di un Sindaco come colui che partecipa alle manifestazioni, alle cene, ai tavoli istituzionali, che gestisce i milioni del Comune, ma che non c’è per la popolazione, anche per l’ultimo cittadino in ogni momento che ne ha bisogno. Proprio per questo ho deciso che la mia discesa in campo su una piattaforma di stampo liberale, da posizionarsi in una logica di centro che guarda a destra, è oggi una valida soluzione per cercare di risolvere i problemi della gente. Da cittadino, con la passione di scrittore, poeta e cantautore, amo profondamente la vita e farò di tutto per cercare di migliorarla, nel nostro piccolo, per le generazioni future. Ho amato da ragazzo Gipo Farassino, un grande cantautore, uno dei primi leghisti piemontesi. Credeva nella forza della vita, nella forza degli uomini e donne di poter cambiare e migliorare il proprio futuro. Penso sia oggi il momento di scendere in campo per farlo.”

Cosa si augura per il futuro?
Vorrei essenzialmente due cose. In primis che, noi italiani, imparassimo ad essere meno pessimisti, comprendendo l’importanza di una partecipazione comune ed attiva in una grande casa europea. Dobbiamo fare il balzo che è stato fatto un tempo dai nostri avi, passando dagli staterelli italiani al grande Regno d’Italia e poi alla Repubblica, cominciando a ragionare in vista dei futuri Stati Uniti d’Europa. La seconda, forse la più importante, è che tutti noi imparassimo a sognare di più, volando in alto, ma con i piedi ben piantati per terra. Sognare non vuol dire essere superficiali ed astratti, ma saper dare un po’ meno importanza a noi stessi e un po’ di più a chi ci vive accanto, ed ogni giorno vorrebbe da noi un semplice sorriso per affrontare una vita mai semplice, ma unica e da vivere con tutte le nostre forze, idee, convinzioni e sogni. Fino all’ultimo istante, fino all’ultimo ciak di questo breve film, che è la vita!”