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Batzella (MLI): “Saitta e Ferrari mantengano impegno e istituiscano tavolo per tutela delle persone non autosufficienti

"Ascoltino le richieste delle associazioni dei malati"

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Regione. “Gli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, e quello alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, devono istituire subito un tavolo sulla tutela delle persone non autosufficienti, così come richiesto da circa 50 associazioni piemontesi che si occupano di questo tema. Sono passati tre mesi da quando i due assessori hanno preso l’impegno di confrontarsi con le famiglie e con le realtà associative per trovare insieme soluzioni concrete per risolvere le questioni più urgenti. Ad oggi, però, nessun incontro è stato fissato”. Lo afferma la consigliera regionale di Movimento Libero Indipendente, Stefania Batzella, dopo aver ascoltato, in Commissione Sanità, i rappresentanti dell’associazione ‘La Bottega del possibile’, che si occupa di tutelare i diritti dei malati non autosufficienti.

“Certo è – prosegue la consigliera – che qualunque azione deve basarsi su informazioni certe e attuali. I dati relativi ai 30mila non autosufficienti in lista d’attesa in Piemonte per un posto nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) o per ricevere cure domiciliari risalgono al 31 dicembre 2011, pertanto non sono attendibili perché nel corso di questi sette anni la situazione è cambiata. Serve subito un monitoraggio aggiornato. Quello che sappiamo, però, è che nella nostra Regione ci sono 2,5 milioni di anziani non autosufficienti; si tratta di un numero altissimo, destinato a crescere nei prossimi anni”.

“Le cure domiciliari – prosegue Batzella – sono tra le questioni più urgenti. Ci sono famiglie che hanno presentato richiesta nel 2012 o nel 2013 e non hanno ancora ricevuto risposta. Un modello efficiente è quello in cui i servizi sanitari e socio-assistenziali sostengono ogni forma di tutela e di supporto anche a domicilio. E questo, oggi, non avviene, perché le famiglie non possono contare su un sistema di welfare che permetta loro di curare i propri familiari a casa e sono quindi disincentivate a farlo. Ecco, allora, che molti preferiscono richiedere un posto in Rsa che, quando c’è, costa di più rispetto alle cure domiciliari”.

“La condizione di sofferenza delle persone non autosufficienti a seguito di patologie invalidanti o colpite da diverse forme di demenza – conclude Batzella – ha raggiunti livelli insostenibili. Gli assessori competenti devono trovare al più presto soluzioni organizzative e concrete per rispondere al meglio ai bisogni dei malati e delle famiglie”.

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