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Fossano, commemorazione 75° morte Norma Cossetto: il pensiero di Anna Mantini

"Simbolo di tutte le vittime del 'genocidio rosso' nelle Foibe"

Fossano. Scrive Anna Mantini.

“In un Paese dove, ancora molto e troppo spesso, l’indignazione viene messa al servizio del pensiero culturale dominante, al di fuori del quale smette di essere tale e diventa oblio e (colpevole) dimenticanza di fatti ed eventi tragici, commemorare e rendere omaggio a Norma Cossetto, nella settimana del 75esimo anniversario della sua morte violenta a opera dei partigiani responsabili della barbarie delle Foibe, non è tuttora così scontato e doveroso come dovrebbe.

Questo malgrado i progressi che pure sono stati compiuti su questo versante e che, per esempio, hanno portato la Città di Fossano a intitolare nel 2011 – sulla base di una proposta che mi onoro di avere promosso e sostenuto – una piazza a questa giovane vittima, di appena 23 anni, del “genocidio rosso” perpetrato da Tito e dalle sue truppe partigiane.

Anche se sulla tragica pagina storica delle “fosse comuni titine”(le cosiddette Foibe appunto) rimane ancora molto da fare sul tema del ristabilimento pieno della chiarezza e della verità, come Cittadina, prima ancora che come esponente politica, trovo in ogni caso incoraggiante che ogni anno, per esempio proprio a Fossano, in occasione della Commemorazione dei Martiri delle Foibe molte decine di studenti prendano parte alla cerimonia dedicata a Norma Cossetto e a quanti come lei hanno pagato con la vita, e subendo violenze profonde e inenarrabili, il solo “torto”, spesso il solo “sospetto” di avere una diversa idea.

Del resto, sul “genocidio politico” consumato nei Paesi balcanici durante e dopo la presa del potere da parte dei partigiani e dei loro adepti, tra la fine della seconda Guerra mondiale e i primi anni Novanta, solo più recentemente stanno emergendo fatti e particolari scabrosi, mentre molte famiglie sono ancora alla ricerca di quel che rimane dei corpi dei loro Cari.

Tanti motivi per ricordare Norma Cossetto, violata e uccisa a 23 anni nel 1943, da parte soprattutto dei giovani e dei suoi coetanei di oggi”.