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Confindustria Trento plaude alla lettera di Mauro Gola: ‘Studiate da operai’

Quello tra Cuneo e Trento è un binomio che a molte persone porta alla mente i primi anni 2000 quando le squadre rappresentanti le due città si trovavano all’apice della pallavolo nazionale di cui, tra una schiacciata e l’altra, si contendevano i titoli. Oggi, invece, sono tematiche ben più pragmatiche ad accomunare questi due piccoli comuni alpini.

E’ infatti notizia di domenica 18 febbraio l’appoggio di Confindustria Trento alla ormai famosa lettera inviata dal presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, alle famiglie con figli che si apprestano ad iniziare le scuole superiori. “Tanti di voi si trovano in questi giorni ad affrontare una difficile decisione: la scelta della scuola superiore per il proprio figlio. Una scelta che spesso viene fatta dando più importanza ad aspetti emotivi e ideali, piuttosto che all’ esame obiettivo della realtà. Nel 2017 le aziende cuneesi nel loro complesso hanno manifestato l’ intenzione di inserire circa 40.000 nuovi lavoratori. Di questi il 19% sono addetti agli impianti e ai macchinari, il 18% operai specializzati, l’11% tecnici specializzati. Queste sono le persone che troveranno subito lavoro una volta terminato il periodo di studi, di cui le nostre imprese hanno estremo bisogno e che spesso faticano a reperire. Poi la scelta sarà vostra e dei vostri ragazzi e qualsiasi percorso scolastico individuerete, avrete fatto una buona scelta”.
Parole che – secondo quanto riportato dall’edizione on line del Corriere della Sera – sono musica per le orecchie del vicepresidente di Confindustria Trento, Enrico Zobele, «Abbiamo richiamato spesso la necessità di una più solida alleanza tra il mondo della formazione e il mondo del lavoro, per una maggiore corrispondenza tra i percorsi di studio e i fabbisogni del mercato. Le nostre imprese cercano risorse senza trovarle, soprattutto sul territorio. È un grosso problema per le aziende, per alcuni associati addirittura il primo dei problemi, ma è anche un fatto inaccettabile a livello sociale, in una fase in cui la disoccupazione giovanile resta tra le principali emergenze. Troviamo fuori luogo le critiche mosse all’iniziativa cuneese, che ha soltanto ritenuto di condividere con i giovani e le loro famiglie dati di realtà che spesso vengono ignorati dalle analisi e dal dibattito mediatico».

Del medesimo parere anche la dirigente di Enaip Trentino, Maria Cristina Bridi: «La lettera di Cuneo è stata un’iniziativa informativa lodevole e utile, un bel bagno di realtà: i numeri sono quelli, le figure professionali che mancano sono quelle; se avessi il triplo di manutentori industriali da offrire farei felici le aziende del territorio continuamente alla loro ricerca (industrie, caseifici, cantine sociali, cartiere…). C’è una forbice aperta – continua – tra necessità e offerta: il lavoro c’è, eccome, è la manodopera che manca. Forse servirebbero più scuole professionali nel territorio e maggior mobilità interregionale, oltre a un orientamento mirato e oggettivo per i ragazzi che stanno per terminare le scuole medie: a quell’età sono ancora piccoli, alcuni hanno bisogno di essere avviati, sulla base anche di prospettive future concrete, alle scuole professionali, nelle quali possono valorizzarsi e trovare soddisfazione, piuttosto che essere indirizzati a percorsi da cui usciranno sconfitti già al primo anno. Ricostruire una carriera scolastica poi è dura, perché subentrano demotivazione, disistima e rabbia. Per questo auspico che Confindustria Trento attui un’ iniziativa simile a quella cuneese».

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