Truffe agli anziani, la Polizia di Stato ai cittadini a Cuneo: «Diffidate dalle richieste di denaro»
Incontro alla Bocciofila San Paolo con Squadra Mobile e Polizia Postale per illustrare le principali truffe, dalle telefonate con finti appartenenti alle Forze dell’Ordine allo spoofing e alle frodi online. I consigli per riconoscerle e difendersi.
Prevenire le truffe e fornire ai cittadini gli strumenti per riconoscere i tentativi di raggiro. È stato questo l’obiettivo dell’incontro organizzato a Cuneo dalla Polizia di Stato, su richiesta dell’Associazione Bocciofila San Paolo, con la partecipazione del personale della Squadra Mobile e della Polizia Postale.
L’incontro, rivolto in particolare alle persone più anziane, ha permesso agli investigatori di illustrare le principali modalità con cui vengono commesse le truffe, comprese quelle attraverso telefonate fraudolente, il cosiddetto spoofing, e quelle realizzate attraverso strumenti informatici.
Tra i fenomeni approfonditi ci sono state le false telefonate di sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine. I truffatori, secondo quanto spiegato durante l’incontro, prospettano alle vittime presunti pericoli imminenti che riguarderebbero familiari, con l’obiettivo di ottenere denaro.
Il meccanismo fa leva sulla paura e sull’urgenza. Gli autori delle truffe cercano di conquistare la fiducia dell’interlocutore e lo spingono ad agire rapidamente, arrivando a chiedere dati personali, credenziali per l’accesso ai servizi bancari online o bonifici verso conti correnti presentati come sicuri.
All’incontro hanno partecipato decine di cittadini, che hanno rivolto diverse domande agli operatori. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla navigazione su internet e agli acquisti online in sicurezza.
La Polizia di Stato ha invitato i presenti a prestare attenzione a qualsiasi richiesta di denaro, dati bancari, password o codici di sicurezza ricevuta per telefono o attraverso messaggi. In caso di dubbio, il consiglio è di interrompere la conversazione e verificare autonomamente la situazione, contattando direttamente la propria banca oppure le autorità competenti.
Un principio da ricordare riguarda in particolare le Forze dell’Ordine: nessun appartenente alla Polizia o alle altre forze dell’ordine chiede ai cittadini di effettuare bonifici o trasferimenti di denaro, né di comunicare credenziali bancarie e codici personali. Di fronte a richieste di questo tipo, l’invito è a non fornire informazioni e a segnalare tempestivamente quanto accaduto alle Forze di Polizia.

